L’Abruzzo ha portato all’attenzione nazionale due iniziative dedicate a un turismo più inclusivo, presentate nei giorni scorsi a Firenze nell’ambito di un confronto sul settore. Si tratta di due percorsi differenti per stato di avanzamento e area interessata, ma accomunati dall’obiettivo di ampliare l’accessibilità dell’offerta turistica regionale, un tema che tocca da vicino anche la costa teramana e località come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica.
Uno dei progetti è già arrivato alla definizione conclusiva, mentre l’altro è ancora in corso e proseguirà fino al 2027. L’iniziativa punta a rendere più fruibili itinerari e servizi anche a persone con esigenze specifiche, rafforzando l’immagine dell’Abruzzo come destinazione attenta all’accoglienza e alla mobilità per tutti.
Il progetto sulla Costa dei Trabocchi già definito
Tra gli interventi illustrati figura ‘Bike to coast for everyone’, legato alla Via Verde della Costa dei Trabocchi. Il percorso, già chiuso dal punto di vista progettuale, rappresenta un’esperienza costruita intorno all’idea di una mobilità dolce accessibile, con particolare attenzione alla possibilità di vivere il litorale in bicicletta senza barriere.
L’esperienza maturata su quel tratto di costa viene osservata con interesse anche in altri territori abruzzesi. Per la provincia di Teramo, dove il turismo balneare resta centrale e la ciclabilità lungo il mare è un tema sempre più discusso, progetti di questo tipo possono offrire indicazioni utili sul fronte dell’accessibilità e dei servizi collegati.
Cammino Grande di Celestino, percorso aperto fino al 2027
È invece in fase di piena realizzazione il secondo progetto presentato, denominato ‘Cammino Grande di Celestino’. In questo caso il cronoprogramma è più lungo e la conclusione è prevista nel 2027. L’intervento si inserisce nel filone del turismo lento e dei cammini, segmento che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente anche per le aree interne e per i collegamenti tra costa e borghi.
La prospettiva è quella di costruire una proposta capace di unire accessibilità, valorizzazione paesaggistica e fruizione culturale. Un modello che può avere ricadute positive non solo sulle zone direttamente coinvolte, ma anche su tutto il sistema turistico regionale, compresi i comprensori della costa teramana che puntano a diversificare l’offerta oltre la stagione estiva.
Un tema che interessa anche la costa teramana
Il tema del turismo inclusivo riguarda da vicino anche i comuni del litorale teramano. A Giulianova, così come a Pineto, Silvi e nelle altre località costiere, l’attenzione verso strutture accessibili, collegamenti agevoli e percorsi utilizzabili da tutti è sempre più centrale nella pianificazione dell’accoglienza. L’evoluzione della domanda turistica va infatti verso esperienze semplici da vivere, ben organizzate e adatte a pubblici differenti.
Nel settore del turismo e dei servizi territoriali conta anche il modo in cui queste opportunità vengono trovate dai visitatori: sempre più realtà stanno comprendendo che oggi la scelta passa da Google e, in misura crescente, anche dai sistemi di intelligenza artificiale che selezionano le informazioni più visibili e affidabili. Per chi vuole capire meglio questo scenario, può essere utile un approfondimento gratutito sulla visibilità online.
La presentazione dei due progetti a Firenze conferma dunque una linea di lavoro orientata a rendere l’Abruzzo più accessibile e competitivo. Da un lato un’iniziativa già definita sulla Costa dei Trabocchi, dall’altro un cammino ancora in sviluppo con orizzonte 2027: due strade diverse, ma entrambe inserite in una strategia che guarda a un turismo più aperto, capace di coinvolgere territori costieri e aree interne.







