Un cedimento improvviso nel centro storico di Giulianova ha fatto emergere un tratto della città sotterranea di cui da tempo si parlava, ma che finora non era mai stato documentato in modo così evidente. La voragine si è aperta in via Mazzini, in prossimità del Belvedere, rendendo necessario l’intervento immediato dei vigili del fuoco, della polizia locale e dei tecnici comunali.
L’area è stata transennata e chiusa al passaggio di pedoni e veicoli per evitare ulteriori rischi. Al momento non risultano persone ferite. Il Comune ha disposto verifiche approfondite per chiarire le cause dello smottamento e valutare la stabilità del tratto stradale interessato.
Via Mazzini chiusa dopo il cedimento nel centro storico
Secondo una prima ricostruzione, il crollo del piano stradale si sarebbe verificato durante una manovra di un furgoncino, che sarebbe finito nella cavità apertasi all’improvviso. Da quel punto sono apparsi chiaramente ambienti e passaggi sotterranei che si diramano in più direzioni, con una configurazione che gli addetti ai lavori stanno ora cercando di decifrare.
I rilievi geologici e strutturali sono già partiti. La priorità, viene spiegato dall’amministrazione, è mettere in sicurezza la zona e capire se vi siano altri vuoti nel sottosuolo del centro storico di Giulianova. Il tratto resterà interdetto finché non arriveranno riscontri certi sulla tenuta del terreno.
Giulianova sotterranea, al via verifiche sui cunicoli emersi
La scoperta riaccende l’attenzione sulla cosiddetta Giulianova sotterranea, tema che negli anni ha alimentato racconti, testimonianze e studi preliminari. L’ipotesi di passaggi nascosti in collegamento con diverse zone della parte alta della città torna ora di stretta attualità, alla luce di quanto emerso sotto via Mazzini.
Per questo il Comune ha avviato accertamenti tecnici specifici e ha coinvolto anche speleologi della provincia di Teramo, chiamati a contribuire alla mappatura dei cunicoli. L’obiettivo è definire estensione, profondità, direzione dei percorsi e stato di conservazione delle strutture emerse con il cedimento.
Non è però la prima volta che si tenta di esplorare il sottosuolo giuliese. In passato, analoghe ricognizioni si sarebbero fermate davanti a frane, ostacoli e problemi strutturali. Anche per questo, prima di qualsiasi valutazione ulteriore, si dovrà accertare se i camminamenti possano essere raggiunti in condizioni di sicurezza.
Sicurezza e rilievi tecnici prima di ogni ipotesi di recupero
L’assessore Marco Di Carlo ha sottolineato che l’episodio, pur partendo da una situazione critica, potrebbe aprire una riflessione più ampia sul patrimonio storico nascosto di Giulianova. Ma, al momento, il nodo principale resta la sicurezza del sottosuolo e dell’area in superficie.
I controlli in corso dovranno stabilire se il cedimento sia legato soltanto alla presenza delle cavità oppure a un quadro più complesso di fragilità del terreno. Da questo dipenderanno i tempi per il ripristino della viabilità e le successive decisioni tecniche.
Il Comune di Giulianova valuta anche un futuro percorso turistico
Parallelamente alle verifiche, l’amministrazione comunale non esclude una futura valorizzazione di almeno una parte dei percorsi sotterranei, trasformandoli in un itinerario culturale e turistico. Si tratta, per ora, di una prospettiva ancora iniziale, che potrà essere presa in considerazione solo dopo la fase di messa in sicurezza e dopo una mappatura completa.
Se gli accertamenti confermeranno la presenza di un sistema articolato e recuperabile, la scoperta potrebbe offrire una nuova chiave di lettura della storia di Giulianova e rappresentare un elemento di interesse anche per il territorio teramano. Per adesso, però, il lavoro si concentra sul monitoraggio della voragine e sull’analisi di ciò che si trova sotto le strade del centro storico.







