Nel porto di Pescara sono state avviate operazioni straordinarie per rimuovere i sedimenti accumulati dopo la forte ondata di maltempo che, tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, ha compromesso l’accesso allo scalo e la circolazione nell’area della canaletta e del bacino commerciale. L’intervento punta a ripristinare condizioni di navigazione sicure in un’infrastruttura considerata strategica anche per i collegamenti e le attività economiche della costa abruzzese.
Il nuovo intervento riguarda in particolare la zona dell’imboccatura portuale, dove si è formata una secca che ha reso più difficile il transito delle imbarcazioni. L’obiettivo indicato è riportare il fondale a una quota di sicurezza pari a meno 4,50 metri, così da consentire nuovamente un accesso regolare al porto.
Dragaggio urgente nel porto di Pescara
Secondo quanto reso noto dalle istituzioni regionali e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, saranno rimossi almeno 3mila metri cubi di materiale. Una parte limitata, circa 500 metri cubi, sarà ricollocata all’interno dell’ambito portuale, mentre il quantitativo restante sarà trasferito nell’area di stoccaggio a terra già predisposta per le precedenti attività di escavo.
Si tratta di un’azione d’urgenza che si aggiunge agli interventi già svolti nei mesi scorsi nello scalo pescarese. In una prima fase erano stati infatti asportati circa 6mila metri cubi di sedimenti, con l’utilizzo di una vasca temporanea impermeabilizzata realizzata nell’area compresa tra la banchina e il muro del porto turistico. Quella soluzione, viene spiegato, ha permesso di gestire i fanghi dragati e di effettuare i controlli tecnici necessari sui materiali rimossi.
I danni provocati dal maltempo e la nuova criticità all’ingresso
L’emergenza meteorologica registrata tra il 31 marzo e il 3 aprile ha però modificato nuovamente l’assetto dei fondali, soprattutto nella parte di ingresso del porto commerciale. Proprio questa zona è diventata il punto più delicato dell’intera infrastruttura, rendendo necessario un rapido intervento per evitare ulteriori problemi alla navigabilità.
Il peggioramento delle condizioni batimetriche e la variazione nella composizione dei sedimenti hanno imposto una revisione immediata del programma dei lavori. Da qui la decisione di procedere con un nuovo cantiere straordinario, finalizzato al ripristino delle condizioni minime di sicurezza per le attività portuali.
Controlli sui sedimenti e gestione del materiale scavato
Il materiale rimosso sarà sottoposto alle verifiche previste, con campionamenti e analisi affidati ad ARPA Abruzzo. Le attività di dragaggio saranno eseguite dalla società INMARE Srl, già coinvolta nelle precedenti lavorazioni. Le istituzioni sottolineano che il sistema organizzato nei mesi passati consente di affrontare anche fasi emergenziali con procedure più rapide.
In base agli accertamenti già effettuati nel corso del primo lotto, una parte dei sedimenti recuperati era risultata idonea al riutilizzo per rilevati e sottofondi stradali e ferroviari, con una conseguente riduzione dei costi legati allo smaltimento. Nei giorni scorsi, parte del materiale già depositato nella vasca è stata rimossa proprio per recuperare spazio utile in vista della nuova fase di escavo.
Un’infrastruttura che interessa tutta la costa abruzzese
Il porto di Pescara viene considerato un nodo importante per l’intero sistema economico regionale. Per questo l’attenzione resta alta anche fuori dal capoluogo adriatico, in un’area che comprende la costa teramana e centri come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi, dove i temi legati alla sicurezza della navigazione, alla portualità e alla gestione del litorale sono seguiti con particolare interesse.
Dopo il ripristino dell’accessibilità minima allo scalo, l’intenzione annunciata è quella di proseguire nei prossimi mesi con ulteriori lavori di dragaggio, aumentando progressivamente i quantitativi di sedimenti da rimuovere. L’obiettivo resta quello di consolidare in maniera più stabile la funzionalità del porto, evitando che nuove mareggiate o eventi intensi possano riportare la situazione a livelli di criticità.







