Si riaccende il confronto sul progetto di un nuovo impianto per rifiuti con discarica previsto a Grasciano di Notaresco, un tema che interessa da vicino anche la Val Tordino, Giulianova e l’intero comprensorio teramano. Nelle ultime ore alcune associazioni ambientaliste hanno chiesto agli enti competenti di fermare l’iter autorizzativo, sostenendo che l’area individuata presenti elementi di criticità ambientale e urbanistica tali da rendere il procedimento non sostenibile.

La posizione è stata illustrata a Teramo dall’Osservatorio Val Tordino, affiancato da Forum H2O e Forum Ambientalista, che hanno trasmesso una relazione tecnica agli uffici pubblici coinvolti nella valutazione del progetto. Al centro della contestazione c’è la realizzazione di una nuova discarica da oltre un milione di metri cubi, destinata a sorgere in una zona dove, secondo le associazioni, andrebbero prima chiarite diverse questioni ancora aperte.

Acque sotterranee e qualità ambientale a Notaresco

Uno dei punti ritenuti più delicati riguarda lo stato delle acque di falda nel sito scelto per l’intervento. Nel dossier inviato agli enti viene richiamata la presenza di superamenti delle soglie di contaminazione per diversi parametri, tra cui composti azotati e alcuni elementi chimici. Proprio per questo, sostengono le associazioni, l’area risulterebbe già segnalata tra i siti potenzialmente inquinati e, di conseguenza, non potrebbe essere considerata idonea a nuovi interventi senza i necessari passaggi di bonifica e messa in sicurezza.

Secondo questa lettura, prima di qualsiasi ulteriore sviluppo progettuale sarebbe indispensabile affrontare il nodo della contaminazione pregressa. Gli ambientalisti evidenziano inoltre che la presenza di valori fuori soglia nelle acque sotterranee rischierebbe di complicare anche eventuali controlli futuri sull’impianto, rendendo più difficile distinguere tra situazioni già esistenti e possibili criticità legate alla gestione della discarica.

Emissioni in atmosfera e timori per la salute pubblica

Un altro fronte della contestazione riguarda la valutazione dell’impatto sull’aria. Le associazioni ritengono che lo studio ambientale presentato faccia riferimento a parametri che non tengono adeguatamente conto dei nuovi obiettivi europei in materia di qualità dell’aria, con limiti più severi previsti nei prossimi anni per polveri sottili e ossidi di azoto.

Nel documento si sottolinea come, prendendo in esame anche i dati riportati dal proponente, il contributo emissivo dell’impianto potrebbe risultare incompatibile con i futuri standard comunitari. Da qui la richiesta di una verifica più rigorosa sugli effetti per la salute pubblica, tema particolarmente sentito in un’area già interessata da attività produttive e infrastrutture. La questione, osservano i promotori della contestazione, non riguarda soltanto Notaresco ma l’intero equilibrio ambientale di una zona strategica della provincia di Teramo.

L’effetto cumulo con le altre opere della Val Tordino

Tra i rilievi avanzati c’è anche quello relativo al cosiddetto effetto cumulo. Le associazioni sostengono che il progetto non valuterebbe in modo completo l’impatto complessivo derivante dalla presenza, nell’area circostante, di altri insediamenti industriali e opere infrastrutturali esistenti o in fase di sviluppo. In un contesto già fortemente trasformato, spiegano, ogni nuovo intervento dovrebbe essere esaminato considerando il peso combinato di tutte le pressioni ambientali già presenti.

Si tratta di un aspetto che interessa da vicino anche i centri della costa teramana e dell’entroterra collegati alla Val Tordino, compresa Giulianova, per le ricadute che un impianto di queste dimensioni potrebbe avere sul territorio sotto il profilo ambientale, viario e sanitario.

Nodo urbanistico e richiesta di stop alla procedura

Le osservazioni depositate affrontano infine il tema della destinazione urbanistica dei terreni, oggi indicati come agricoli. Secondo le associazioni, il passaggio necessario per consentire la realizzazione dell’impianto richiederebbe una procedura più approfondita sul piano pianificatorio e ambientale, compresa una specifica valutazione strategica che, a loro avviso, non risulterebbe eseguita.

Per questo motivo l’Osservatorio Val Tordino, il Forum H2O e il Forum Ambientalista chiedono alla Regione Abruzzo e agli altri organismi chiamati a esprimersi di interrompere l’iter in corso e archiviare l’istanza. La richiesta nasce dalla convinzione che le criticità sollevate non siano marginali ma incidano direttamente sulla legittimità del procedimento e sulla tutela del territorio.

La vicenda resta ora nelle mani degli enti competenti, chiamati a valutare la documentazione tecnica e le contestazioni presentate. Intanto il progetto della nuova discarica a Notaresco continua a suscitare attenzione in tutta la provincia di Teramo, dove la gestione dei rifiuti si intreccia con i temi della salute, della pianificazione e della salvaguardia ambientale.