A Giulianova torna al centro del confronto politico il futuro assetto urbanistico della città. Il gruppo consiliare Il Cittadino Governante ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale sul percorso che dovrà portare alla definizione del Perimetro del Territorio Urbanizzato e, successivamente, del nuovo Piano Urbanistico Comunale, destinato a sostituire l’attuale Piano regolatore.

Il tema è legato all’applicazione della legge urbanistica regionale 58 del 2023, che impone ai Comuni passaggi precisi e scadenze ravvicinate. Secondo quanto evidenziato dai consiglieri Alberta Ortolani e Franco Arboretti, mancherebbero al momento informazioni pubbliche sulle scelte operative e sui professionisti che dovranno occuparsi di un procedimento considerato decisivo per il futuro del territorio giuliese.

Le scadenze della nuova legge urbanistica regionale

Nell’atto depositato in Comune viene richiamato il calendario previsto dalla normativa abruzzese. Il primo passaggio riguarda la perimetrazione del territorio urbanizzato, da completare entro il 21 giugno 2026. Il secondo è la stesura del nuovo Piano Urbanistico Comunale, con termine fissato al 21 dicembre 2028.

Per il gruppo di opposizione si tratta di adempimenti che non possono essere affrontati senza un confronto preventivo, perché destinati a incidere in modo profondo sull’organizzazione della città, sulle aree edificabili, sugli spazi da tutelare e, più in generale, sulle trasformazioni future di Giulianova.

Le richieste rivolte al Comune di Giulianova

Al centro dell’interrogazione ci sono alcune domande rivolte al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e all’assemblea civica. Il Cittadino Governante chiede anzitutto di sapere chi sarà incaricato di redigere sia il Perimetro del Territorio Urbanizzato sia il nuovo Puc.

I consiglieri domandano inoltre se l’amministrazione intenda affidarsi a una figura con solida esperienza nel campo della pianificazione urbanistica, indicata come competenza adeguata per affrontare una materia complessa e strategica. Un altro punto riguarda il metodo: secondo il gruppo consiliare, su una questione di questo peso servirebbe un percorso improntato alla trasparenza, con il coinvolgimento dell’opposizione già nella fase di elaborazione e non soltanto al momento dell’approvazione finale in Consiglio.

Nell’interrogazione viene anche sollecitato l’avvio di strumenti di partecipazione pubblica, con l’apertura di un dibattito che coinvolga cittadini, tecnici, categorie economiche, forze politiche, sindacati e associazioni ambientaliste.

Le risorse previste e il nodo della partecipazione

Tra gli elementi richiamati nell’iniziativa politica c’è anche lo stanziamento economico indicato nel Documento unico di programmazione 2026-2028. Per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, viene ricordato, sarebbero previsti 400 mila euro.

Secondo Il Cittadino Governante si tratta di una somma importante, che dovrebbe essere utilizzata puntando a un risultato di alto profilo tecnico e culturale. Da qui la richiesta di conoscere in anticipo indirizzi, criteri e modalità con cui il Comune intende procedere.

Il gruppo sottolinea anche la necessità di una partecipazione ampia alle scelte urbanistiche, osservando che queste decisioni possono avere effetti duraturi e, in alcuni casi, non reversibili sul territorio. Nel testo viene inoltre ricordata l’assenza dei comitati di quartiere, soppressi dall’amministrazione, indicata come un ulteriore elemento che renderebbe necessario costruire altri spazi di confronto pubblico.

Un passaggio strategico per il territorio giuliese

La discussione sul nuovo strumento urbanistico si annuncia quindi come uno dei dossier più rilevanti dei prossimi mesi a Giulianova. La definizione del perimetro urbano e la successiva redazione del Puc avranno infatti ricadute concrete sulla pianificazione cittadina e sugli equilibri tra sviluppo, servizi, tutela ambientale e qualità urbana.

Con l’interrogazione protocollata il 16 aprile, l’opposizione chiede ora che il tema esca da quella che definisce una fase di silenzio e diventi oggetto di un confronto aperto in sede istituzionale e pubblica. Resta da vedere quali saranno i tempi e le risposte dell’amministrazione comunale su un passaggio che riguarda da vicino il futuro di Giulianova.