Si sblocca la fase più delicata dell’emergenza al porto canale di Pescara, uno snodo che interessa anche l’economia marittima dell’Abruzzo e quindi da vicino pure gli operatori della costa teramana, compresi quelli di Giulianova. Dopo il confronto convocato in Prefettura, è stato definito un percorso immediato per ripristinare la piena funzionalità dello scalo, oggi condizionata dalla presenza di accumuli di sedimenti e da una secca che limita l’uscita e l’ingresso delle imbarcazioni.

Vertice in Prefettura per l’emergenza del porto canale

Nel corso della riunione istituzionale, coordinata dal prefetto, è stata fissata una tabella di marcia con interventi da attivare senza ulteriori rinvii. Il nodo principale resta quello della navigabilità del porto, compromessa da criticità strutturali che stanno mettendo in difficoltà il comparto ittico e le attività collegate. Al tavolo sono state richiamate le responsabilità dei vari enti coinvolti, con l’obiettivo di passare rapidamente dalle valutazioni operative ai lavori sul campo.

La situazione del porto di Pescara viene seguita con attenzione anche fuori dal capoluogo adriatico, perché il settore della pesca e dei servizi marittimi ha riflessi su tutta la fascia costiera regionale, compresa la provincia di Teramo.

Avviato lo svuotamento dei fanghi e in arrivo il pontone

Il primo passaggio previsto riguarda lo svuotamento dei fanghi nella cosiddetta vasca piccola, operazione avviata nelle ore successive all’incontro. A stretto giro è poi atteso l’arrivo di un pontone destinato allo scavo della secca presente all’imboccatura del porto. L’intervento servirà ad aprire un corridoio navigabile per consentire il transito dei mezzi in sicurezza.

Si tratta della risposta più urgente alle richieste avanzate dai rappresentanti del mondo della pesca, che da tempo denunciano i disagi causati dall’insabbiamento. La necessità immediata è quella di permettere la ripresa dell’operatività delle imbarcazioni, oggi fortemente penalizzate dalle condizioni dei fondali.

Obiettivo fondali a 4,5 metri e smaltimento dei sedimenti

Nel programma definito durante il tavolo istituzionale è stato indicato anche il traguardo da raggiungere una volta completata la fase emergenziale: portare il pescaggio a 4,5 metri. Per arrivare a questo risultato sarà necessaria la rimozione di circa 30 mila metri cubi di materiale depositato sul fondale.

I sedimenti, secondo quanto emerso, saranno trasferiti a Fossacesia, dove verranno riutilizzati come materiale di sottofondo ferroviario. La Prefettura seguirà l’andamento degli interventi e verificherà l’efficacia delle procedure amministrative prima di eventuali ulteriori decisioni.

Sostegni al settore pesca, attenzione anche per i lavoratori

Accanto ai lavori sul porto, resta aperta la questione sociale ed economica legata ai marittimi e alle imprese del comparto. La delegazione degli operatori ittici ha chiesto misure rapide per sostenere il reddito dei lavoratori, oltre alla possibilità di anticipare il periodo di fermo, anche nel caso in cui i ristori non dovessero arrivare in tempi brevi.

Tra i temi affrontati c’è anche il reperimento di risorse per forme di ammortizzatori sociali a favore del settore. Un aspetto che interessa non solo Pescara, ma più in generale l’intera marineria abruzzese. Per questo l’evoluzione della vicenda viene osservata con attenzione anche a Giulianova e negli altri centri della costa teramana, dove il comparto pesca rappresenta una parte importante del tessuto economico locale.

Le prossime giornate saranno decisive per capire se gli interventi urgenti riusciranno a restituire in tempi rapidi una piena accessibilità al porto e ad alleggerire le difficoltà che da settimane gravano sugli operatori.