Arriva un chiarimento dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul trattamento IMU dei terreni agricoli nelle zone montane e collinari: il quadro, secondo quanto reso noto nelle ultime ore, resta invariato e non sono previste modifiche all’esenzione già applicata in questi territori. Una precisazione che interessa anche l’Abruzzo interno e, più in generale, le aree rurali della provincia di Teramo.

La conferma è contenuta nella risoluzione n. 1/DF del 1° aprile 2026, richiamata in una nota politica diffusa a livello regionale. Il documento ministeriale ribadisce che per i terreni agricoli collocati in contesti montani e collinari continua a valere il regime agevolato già conosciuto, senza novità sul fronte fiscale.

Il chiarimento del Mef sull’IMU agricola

Il punto centrale riguarda l’interpretazione delle norme relative all’imposta municipale sui terreni agricoli. Con l’intervento del Dipartimento delle Finanze, viene confermato che non ci sono cambiamenti per i proprietari dei fondi che ricadono nelle aree considerate montane o collinari. In sostanza, l’esenzione IMU rimane operativa secondo i criteri già in uso.

Il chiarimento ministeriale arriva per sciogliere dubbi interpretativi emersi sul tema e offre un riferimento ufficiale a cittadini, operatori agricoli e amministrazioni locali chiamate ad applicare la disciplina tributaria.

Effetti per l’Abruzzo e per l’entroterra teramano

La questione ha un peso particolare nelle zone dell’entroterra abruzzese, dove l’agricoltura continua a rappresentare una componente importante dell’economia locale. In provincia di Teramo il tema tocca soprattutto i comuni collinari e montani, mentre sulla costa teramana l’impatto diretto è più limitato. Resta però un argomento seguito con attenzione anche nel comprensorio di Giulianova, per i rapporti economici e sociali con le aree interne del territorio.

Per molte realtà locali, la conferma dell’esenzione evita incertezze su un’imposta che incide sulla gestione dei terreni e sull’equilibrio delle aziende agricole. Il mantenimento del regime attuale viene quindi letto come un elemento di stabilità per chi lavora nelle campagne e per chi possiede fondi agricoli nelle aree interessate.

La posizione politica diffusa in Regione

A intervenire pubblicamente sulla vicenda è stata la consigliera regionale della Lega Carla Mannetti, che ha parlato di un passaggio definitivo da parte del Ministero. Secondo quanto evidenziato, la risoluzione ministeriale mette un punto fermo sulla materia e conferma un principio ritenuto essenziale per i territori più fragili dal punto di vista economico e demografico.

Il riferimento politico sottolinea soprattutto la continuità della misura e l’assenza di variazioni per i terreni agricoli situati nelle aree montane e collinari. Un messaggio rivolto in particolare alle comunità dell’interno, dove la fiscalità locale viene seguita con attenzione per le ricadute sul settore primario.

Cosa cambia per i contribuenti dei comuni montani

Per i contribuenti coinvolti, il dato principale è che non devono essere considerate novità rispetto al passato sul versante dell’esenzione IMU dei terreni agricoli ubicati nei territori montani e collinari. Il chiarimento del Mef serve proprio a confermare la validità dell’impianto esistente, evitando letture difformi.

Si tratta di un passaggio che interessa anche gli uffici comunali, chiamati a fornire indicazioni corrette ai cittadini. Per il territorio teramano, dove convivono costa, collina e montagna, la precisazione consente di distinguere con maggiore chiarezza i casi in cui l’agevolazione continua ad applicarsi.

In attesa di eventuali ulteriori indicazioni operative, il quadro tracciato dal Ministero viene presentato come definitivo: per i terreni agricoli nelle aree montane e collinari, l’esenzione IMU resta confermata.