Si riapre in Abruzzo il confronto sul futuro della rete commerciale e sul rapporto tra grande distribuzione e negozi di vicinato, un tema che interessa da vicino anche i centri della costa teramana come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica. A sollevare la questione è Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, l’associazione che riunisce amministrazioni comunali, che chiede alla Regione di intervenire con una linea netta per limitare l’ulteriore crescita dei grandi poli commerciali.
Secondo Radica, mentre il Consiglio regionale è impegnato nell’esame delle norme di settore, diventa necessario fissare un argine all’espansione dei centri commerciali. Il tema riguarda l’equilibrio del tessuto economico urbano, soprattutto nei territori dove il commercio tradizionale continua a rappresentare un presidio sociale oltre che economico.
Regione Abruzzo e normativa sulla grande distribuzione
L’intervento arriva nel momento in cui l’assemblea regionale sta affrontando la disciplina che regola il comparto. Per ALI Abruzzo è indispensabile superare le contestazioni avanzate dal governo nei confronti della moratoria sulla grande distribuzione e arrivare a un quadro normativo che dia priorità alla programmazione pubblica.
Al centro della richiesta c’è il piano regionale della rete distributiva, indicato come uno strumento decisivo per governare l’insediamento delle grandi strutture di vendita. L’obiettivo, nella posizione espressa dall’associazione, è evitare una crescita non controllata che potrebbe avere ricadute sui centri cittadini e sulle attività commerciali di dimensioni minori.
Le ricadute per Giulianova e la costa teramana
La discussione ha un evidente riflesso anche sul Teramano, dove da anni il commercio locale fa i conti con trasformazioni profonde nei consumi e con la concorrenza delle grandi superfici. In realtà come Giulianova, ma anche nell’area compresa tra Mosciano Sant’Angelo, Roseto e la Val Vibrata, il tema della distribuzione commerciale incrocia aspetti urbanistici, viabilità e tenuta economica dei quartieri.
Un eventuale ampliamento dei grandi insediamenti commerciali, secondo la linea sostenuta da ALI Abruzzo, rischierebbe di spostare ulteriormente flussi di clientela fuori dai centri urbani, con conseguenze per le attività storiche e per la vitalità delle zone centrali. Per i Comuni, la partita non riguarda quindi soltanto il commercio, ma anche il modello di sviluppo del territorio.
L’appello di ALI Abruzzo ai Comuni e al Consiglio regionale
Radica richiama la necessità di una scelta politica chiara da parte della Regione. La richiesta è quella di non favorire nuove espansioni della grande distribuzione in una fase già delicata per il commercio di prossimità. L’associazione dei Comuni ritiene che il confronto istituzionale debba tradursi in una decisione capace di tutelare gli equilibri locali.
Il messaggio rivolto al Consiglio regionale è quindi quello di confermare un orientamento restrittivo, affrontando i rilievi governativi senza arretrare sul principio della moratoria. Una posizione che punta a rafforzare il ruolo della pianificazione regionale e a dare maggiore certezza ai territori.
Un tema strategico per il territorio teramano
Il dibattito è destinato a restare centrale anche nelle prossime settimane, perché tocca direttamente le prospettive di sviluppo economico delle città abruzzesi. Per il territorio di Giulianova e della provincia di Teramo, la regolazione della grande distribuzione viene letta come una questione che coinvolge commercio, qualità urbana e servizi di prossimità.
In attesa delle decisioni della Regione Abruzzo, resta dunque aperto il confronto tra esigenze di mercato e salvaguardia delle attività locali. Sul tavolo c’è una scelta che potrebbe incidere in modo significativo sull’assetto commerciale dell’intera area, dalla costa teramana fino ai centri dell’entroterra.







