Non ci saranno trasferimenti fuori dall’Abruzzo per i cittadini ucraini ospitati nel Teramano con protezione temporanea. La conferma arriva dalla Prefettura di Teramo al termine della procedura pubblica avviata per organizzare il servizio di accoglienza sul territorio provinciale, passaggio che consente di dare continuità alla presenza delle persone arrivate in Italia nella fase iniziale dell’emergenza legata alla guerra.
Per le famiglie e i singoli accolti in questi mesi nella provincia di Teramo, compresa l’area costiera che guarda anche a Giulianova e ai comuni vicini, il percorso proseguirà dunque nelle strutture e nei progetti già inseriti nel sistema territoriale, senza spostamenti verso altre regioni.
La decisione della Prefettura di Teramo
L’ufficio territoriale del Governo ha reso noto che si è concluso l’iter di gara per l’affidamento del servizio di ospitalità dedicato ai profughi ucraini presenti nel Teramano. L’esito della procedura permette di mantenere l’accoglienza in provincia e di proseguire con una gestione organizzata della fase successiva all’emergenza iniziale.
Si tratta di persone titolari di protezione temporanea, inserite fin dai primi mesi del conflitto in un sistema straordinario predisposto anche in Abruzzo. La linea scelta ora punta a garantire stabilità, evitando cambi di destinazione che avrebbero potuto interrompere percorsi già avviati sul piano sociale e amministrativo.
Continuità per il percorso di integrazione nel territorio teramano
La permanenza nel Teramano rappresenta un elemento importante soprattutto per chi, nel frattempo, ha costruito relazioni, frequentato servizi locali e iniziato un cammino di integrazione. La decisione consente infatti di non spezzare legami già consolidati con scuole, associazioni, enti e comunità locali che in questi anni hanno sostenuto l’accoglienza.
Anche per i centri della costa teramana e per le aree dell’entroterra il mantenimento sul posto degli ospiti ucraini significa poter proseguire attività e servizi senza una riorganizzazione improvvisa. Un aspetto che interessa da vicino l’intera provincia, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino agli altri comuni coinvolti nella rete di supporto.
Nessuno spostamento fuori regione per gli ospiti ucraini
Il punto centrale della comunicazione della Prefettura è proprio l’assenza di trasferimenti verso altre parti d’Italia. Le persone accolte in via emergenziale all’inizio della crisi resteranno dunque in Abruzzo e continueranno a essere seguite all’interno del quadro predisposto a livello provinciale.
La scelta offre una prospettiva di maggiore certezza ai beneficiari della protezione temporanea e, allo stesso tempo, permette agli enti coinvolti nella gestione dell’accoglienza di lavorare su basi più stabili. In un contesto che ha richiesto risposte rapide sin dalle prime fasi del conflitto, il mantenimento in provincia viene indicato come un passaggio di continuità per il sistema territoriale.
Effetti sul sistema di accoglienza tra costa e provincia
Per il territorio teramano la conclusione della gara pubblica segna quindi una fase di consolidamento. Dopo la prima accoglienza assicurata in un quadro emergenziale, il servizio entra in una dimensione più definita dal punto di vista organizzativo, con l’obiettivo di accompagnare le persone presenti verso una permanenza gestita senza soluzioni traumatiche.
La notizia ha rilievo anche per il comprensorio giuliese e per i comuni limitrofi, dove il tema dell’accoglienza ha coinvolto nel tempo istituzioni e realtà del volontariato. L’indicazione della Prefettura chiarisce ora che il percorso proseguirà all’interno della provincia di Teramo, escludendo il trasferimento fuori regione dei cittadini ucraini già inseriti nel sistema locale.







