Da Roseto degli Abruzzi arriva una richiesta urgente rivolta alla Regione Abruzzo e alla Asl di Teramo per trovare una risposta immediata a una situazione familiare segnata da gravi difficoltà assistenziali. Al centro della vicenda c’è Claudia, madre di un ragazzo con autismo, che da tempo affronta quasi da sola una condizione molto pesante, resa ancora più difficile dai propri problemi di salute.
A sollecitare un intervento sono due realtà attive nel campo della disabilità, Carrozzine Determinate e ANGSA Abruzzo, che chiedono alle istituzioni sanitarie di aprire subito un confronto operativo sul caso. L’obiettivo indicato dalle associazioni è individuare in tempi rapidi una presa in carico adeguata, capace di rispondere a bisogni assistenziali giudicati particolarmente complessi.
Il nodo delle strutture per l’autismo grave in Abruzzo
Secondo quanto segnalato dalle associazioni, uno dei problemi principali riguarda la carenza di soluzioni residenziali adatte ai casi più delicati di autismo grave sul territorio abruzzese. Una mancanza che, spiegano, costringe molte famiglie della provincia di Teramo e del resto della regione a cercare posti disponibili fuori Abruzzo.
Questo percorso, però, si scontra spesso con attese molto lunghe e con una disponibilità limitata di strutture in grado di accogliere situazioni ad alta intensità assistenziale. Nel caso di Roseto, la famiglia avrebbe già tentato la strada extraregionale, senza riuscire però ad accedere in tempi compatibili con l’urgenza del quadro clinico.
La richiesta di un tavolo urgente con Regione e Asl Teramo
Le due associazioni chiedono ora un intervento diretto dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e sollecitano la convocazione di un incontro con la famiglia, con la Asl di Teramo e con gli altri soggetti istituzionali competenti. Tra i destinatari dell’appello viene indicato anche il direttore generale della Asl teramana Maurizio Di Giosia.
La richiesta è quella di non rinviare ulteriormente la ricerca di una soluzione concreta. Per le associazioni, infatti, il passare del tempo rischia di aggravare una situazione già molto delicata, soprattutto in presenza di bisogni assistenziali immediati e comportamenti che richiedono un supporto specialistico continuo.
Una vicenda che riguarda molte famiglie della costa teramana
Il caso emerso a Roseto degli Abruzzi viene indicato come il segnale di una criticità più ampia che interessa non solo il comune rivierasco, ma anche altri centri della costa teramana e dell’entroterra, da Giulianova a Tortoreto, fino alla Val Vibrata. Il tema è quello dei servizi dedicati alle persone con disabilità grave e ai nuclei familiari che sostengono ogni giorno carichi assistenziali molto elevati.
Quando mancano strutture adeguate, ricordano le associazioni, sulle famiglie ricade gran parte della gestione quotidiana, con conseguenze pesanti sul piano psicologico, sanitario e organizzativo. In questo quadro, la vicenda di Claudia viene presentata come un’emergenza che richiede una risposta immediata ma anche come un caso emblematico di una rete territoriale ritenuta insufficiente.
Il tema dell’assistenza nel Teramano
L’appello lanciato nelle ultime ore riporta dunque al centro dell’attenzione il tema dell’assistenza socio sanitaria per l’autismo grave in Abruzzo e, in particolare, nel territorio teramano. Le associazioni chiedono che al caso specifico segua un’azione concreta, senza limitarsi a dichiarazioni di principio, per attivare un percorso residenziale idoneo e sostenibile.
Da Roseto, la sollecitazione alle istituzioni si allarga così a una questione che tocca molte famiglie del territorio. La richiesta è chiara: attivare rapidamente tutti gli strumenti disponibili per evitare che l’assenza di risposte trasformi una situazione già molto critica in un’emergenza ancora più grave.







