Torna al centro del confronto pubblico il progetto dell’ultimo segmento della Teramo Mare previsto nell’area di Roseto degli Abruzzi, in prossimità del fiume Tordino. A riaccendere l’attenzione sono state le conseguenze dell’ultima fase di maltempo, che ha riportato in primo piano il tema della fragilità idraulica e della compatibilità delle opere infrastrutturali nelle zone più esposte.

A intervenire è stata Rosaria Ciancaione, capogruppo dei Liberi Progressisti, che chiede una valutazione più approfondita da parte di Anas e della Regione Abruzzo sul quarto lotto dell’arteria. Secondo la consigliera, quanto accaduto negli ultimi giorni impone una riflessione ulteriore sul tracciato ipotizzato a ridosso del corso d’acqua nel territorio rosetano.

Maltempo e sicurezza idraulica nell’area del Tordino

Il punto sollevato riguarda soprattutto la collocazione dell’infrastruttura in una zona vicina al Tordino, un’area che, dopo gli episodi di pioggia intensa, viene nuovamente osservata con particolare attenzione. Il tema non è soltanto viabilistico, ma anche legato alla gestione del territorio e alla tenuta delle aree fluviali in presenza di eventi meteo sempre più frequenti e intensi.

La richiesta è quella di non procedere senza una verifica puntuale degli effetti che un’opera del genere potrebbe determinare in un contesto delicato sotto il profilo ambientale e idrogeologico. Un aspetto che interessa da vicino anche la costa teramana, da Giulianova a Roseto, dove il rapporto tra infrastrutture, fiumi e assetto del territorio rappresenta da tempo una questione strategica.

La posizione di Ciancaione sul quarto lotto della Teramo Mare

Nel suo intervento, Ciancaione ha ribadito la contrarietà al completamento del lotto così come ipotizzato nella fascia adiacente al Tordino. L’esponente dei Liberi Progressisti sostiene che gli ultimi eventi atmosferici abbiano reso ancora più evidente la necessità di fermarsi a ragionare sulla scelta progettuale e sulle sue possibili ricadute.

Il passaggio chiave del ragionamento riguarda il ruolo degli enti competenti. L’invito è rivolto in particolare ad Anas e alla Regione, chiamate a riesaminare il quadro complessivo alla luce delle criticità emerse. Una sollecitazione che punta a rimettere al centro la valutazione del rischio e la sostenibilità delle opere in aree sensibili.

Viabilità e territorio: un tema che riguarda anche Giulianova

Il dibattito sul completamento della Teramo Mare non interessa soltanto Roseto degli Abruzzi, ma coinvolge l’intera mobilità del comprensorio teramano. I collegamenti tra costa e interno rappresentano infatti un nodo importante anche per Giulianova e per gli altri centri della fascia adriatica, dove ogni intervento sulla rete stradale ha effetti diretti su traffico, accessibilità e connessioni con il capoluogo.

Per questo la discussione sul quarto lotto assume un valore che va oltre il singolo tratto. Da una parte c’è l’esigenza di migliorare i collegamenti, dall’altra la necessità di evitare scelte che possano aggravare situazioni già complesse dal punto di vista ambientale. Il confronto, dunque, resta aperto e si concentra su un equilibrio non semplice tra infrastrutture e tutela del territorio.

La richiesta di una nuova valutazione del progetto

Alla base dell’intervento politico c’è la convinzione che gli episodi di maltempo debbano diventare un elemento concreto di analisi nelle decisioni future. Non una questione teorica, ma un dato da considerare nella pianificazione di opere che insistono vicino ai corsi d’acqua.

In attesa di eventuali sviluppi, il tema resta sul tavolo del dibattito locale e regionale. La discussione sul tratto finale della Teramo Mare, soprattutto nella porzione vicina al Tordino, si conferma così uno dei punti più delicati per il territorio teramano, con ricadute che interessano sia la sicurezza sia la programmazione della viabilità tra l’entroterra e la costa.