Un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza di Giulianova ha portato alla luce una presunta frode legata ai contributi pubblici destinati agli impianti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Al centro dell’attività investigativa ci sarebbe una coppia, con il coinvolgimento di un perito industriale della provincia di Teramo, già in passato raggiunto da una condanna per episodi analoghi.
L’inchiesta riguarda il meccanismo del Conto Termico, il sistema di agevolazioni gestito dal Gestore dei Servizi Energetici per favorire interventi finalizzati al risparmio energetico e alla produzione da fonti rinnovabili. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il piano contestato sarebbe stato costruito per ottenere somme non dovute attraverso pratiche irregolari.
Giulianova, controlli sul Conto Termico
L’attività investigativa è stata condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Giulianova, che hanno ricostruito il presunto schema fraudolento sviluppato attorno alle richieste di incentivo. Gli approfondimenti avrebbero fatto emergere un’operazione finalizzata a incassare contributi pubblici senza averne diritto, in un settore particolarmente sensibile perché finanziato con risorse destinate alla transizione energetica.
Il filone di indagine si inserisce nel quadro dei controlli svolti dalle Fiamme Gialle sul corretto utilizzo dei fondi pubblici, con particolare attenzione agli strumenti di sostegno economico previsti per famiglie, professionisti e imprese. In un territorio come quello di Giulianova e della costa teramana, dove negli ultimi anni sono aumentati gli interventi collegati all’efficientamento energetico, la verifica sulla regolarità delle domande assume un rilievo concreto.
Coinvolto un professionista del Teramano
Tra le persone finite sotto indagine figura un perito industriale del Teramano. Gli investigatori ritengono che avrebbe avuto un ruolo centrale nell’ideazione e nella realizzazione del presunto raggiro. Un elemento che pesa nell’inchiesta è il fatto che il professionista fosse già stato condannato in precedenza per reati della stessa natura.
Accanto a lui, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata coinvolta anche una seconda persona. Gli accertamenti puntano a chiarire responsabilità, modalità operative e consistenza delle somme eventualmente percepite in modo illecito. Al momento l’ipotesi investigativa riguarda l’indebito ottenimento di incentivi pubblici collegati al settore energetico.
Fondi pubblici e controlli nel Teramano
Il caso riaccende l’attenzione sul tema della tutela delle risorse pubbliche, soprattutto in ambiti dove gli incentivi rappresentano uno strumento importante per ammodernare edifici e impianti. Il Conto Termico è infatti pensato per sostenere interventi come la sostituzione di sistemi di climatizzazione, il miglioramento dell’efficienza e l’installazione di soluzioni alimentate da energia rinnovabile.
Proprio per questo eventuali irregolarità vengono considerate particolarmente gravi: oltre al danno economico per l’ente erogatore, rischiano di alterare un meccanismo creato per supportare investimenti reali a beneficio del territorio. Nel Teramano, come nel resto d’Abruzzo, l’attenzione degli organi di controllo resta alta su tutte le misure che prevedono contributi e agevolazioni.
Accertamenti ancora in corso
L’indagine sviluppata a Giulianova è ancora nella fase degli approfondimenti e servirà a definire con precisione il quadro delle contestazioni. Le verifiche della Guardia di Finanza mirano a ricostruire l’intero percorso amministrativo e documentale collegato alle richieste di incentivo finite sotto osservazione.
La vicenda conferma il ruolo delle Fiamme Gialle nel contrasto agli illeciti economici anche sul territorio della provincia di Teramo, dove i controlli sui finanziamenti pubblici continuano a rappresentare un fronte centrale dell’attività investigativa.







