Nel giorno dedicato alla memoria del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, Sant’Egidio alla Vibrata ha reso omaggio ad Alberto Guercioni, concittadino che perse la vita nel sisma. L’iniziativa si è svolta con una breve cerimonia promossa dall’amministrazione comunale, che ha voluto lasciare un segno permanente del ricordo all’interno della comunità vibratiana.

Una cerimonia a Sant’Egidio alla Vibrata per il ricordo del sisma

La commemorazione si è tenuta in occasione dell’anniversario della tragedia che colpì l’Abruzzo diciassette anni fa, una data che continua ad avere un forte valore anche per il territorio teramano. Con la posa di una targa, il Comune ha voluto ricordare Alberto Guercioni e rinnovare la vicinanza della cittadinanza alla sua famiglia, in un momento segnato da raccoglimento e partecipazione.

Il gesto del Comune per onorare Alberto Guercioni

L’iniziativa rappresenta un tributo pubblico a una vittima che appartiene alla memoria di Sant’Egidio alla Vibrata. La targa è stata collocata nel corso di una cerimonia essenziale ma significativa, pensata per custodire nel tempo il nome di Alberto Guercioni e il legame con la sua comunità di origine. L’amministrazione comunale ha sottolineato il valore umano di questo ricordo condiviso.

Memoria e territorio nella provincia di Teramo

Il ricordo del sisma dell’Aquila resta molto sentito anche nei centri della provincia di Teramo, dalla Val Vibrata alla costa. In questo contesto, iniziative come quella svolta a Sant’Egidio assumono un significato particolare: non solo commemorano una vittima, ma riaffermano il dovere della memoria collettiva. Anche per i lettori di Giulianova e del territorio circostante, si tratta di una ricorrenza che continua a unire l’Abruzzo attorno a una delle pagine più dolorose della sua storia recente.

Una traccia permanente per la comunità vibratiana

Con la targa dedicata ad Alberto Guercioni, Sant’Egidio alla Vibrata affida a un simbolo concreto il compito di mantenere vivo il ricordo. La cerimonia, pur nella sua semplicità, ha rappresentato un passaggio importante per la comunità locale, chiamata ancora una volta a fermarsi e a riflettere su quanto accadde il 6 aprile 2009. Un gesto di memoria civile che lega il passato al presente del territorio teramano.