Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni in montagna, unite al deciso aumento delle temperature, stanno creando condizioni delicate sul Gran Sasso e in generale lungo il comparto montano abruzzese. Si tratta di una situazione che interessa anche il territorio teramano, considerando la vicinanza con le aree frequentate da escursionisti e appassionati della provincia di Teramo, compresi molti residenti della costa come Giulianova.
Il quadro attuale viene osservato con particolare attenzione dagli addetti alla sicurezza in quota, perché l’accumulo di neve registrato in questa fase della stagione è molto consistente. In alcune zone del Gran Sasso si parla di quantitativi superiori rispetto ad altre annate, un elemento che rende necessario mantenere alta la prudenza.
Gran Sasso sotto osservazione per il rischio valanghe
A incidere maggiormente in queste ore è il rialzo termico, arrivato dopo diversi giorni di maltempo intenso. Le perturbazioni della scorsa settimana hanno portato neve in quantità su tutto l’arco montuoso abruzzese, dalla Maiella al Gran Sasso, accompagnata da vento molto forte, con raffiche in quota che hanno superato i 150 chilometri orari.
Secondo i tecnici che seguono la stabilità del manto nevoso, il riscaldamento rapido favorisce un appesantimento della neve e quindi una fase in cui aumentano le possibilità di distacchi. Per questo motivo l’attenzione resta alta soprattutto nelle aree più esposte e sui pendii che presentano ancora elementi di instabilità.
Monitoraggi continui sul manto nevoso in Abruzzo
Nei giorni più critici sono stati effettuati controlli quotidiani direttamente in montagna, con rilievi e verifiche sulla struttura della neve. Le attività di monitoraggio hanno coinvolto personale specializzato e i carabinieri forestali del servizio Meteomont, impegnati nell’analisi delle stratificazioni e delle condizioni dei versanti.
Il progressivo calo dello spessore nevoso, favorito dalle temperature più miti, sta lentamente accompagnando una fase di assestamento. Tuttavia, gli esperti invitano a non considerare conclusa l’emergenza, perché il pericolo non è uniforme e varia in base all’esposizione dei versanti e all’orario della giornata.
Versanti più delicati e zone da evitare
Le criticità maggiori vengono segnalate in particolare sui versanti rivolti a nord e a ovest, dove persistono situazioni più complesse. In questi casi l’interazione tra terreno già riscaldato e neve fredda caduta successivamente può favorire fenomeni di scivolamento del manto fino a provocare valanghe di fondo.
I pendii esposti a sud tendono invece a stabilizzarsi più rapidamente grazie all’irraggiamento solare, ma anche qui il peso della neve accumulata può rappresentare un fattore di rischio. In sostanza, la fase resta delicata su più fronti e richiede un’attenta valutazione prima di qualunque uscita.
Consigli per gli escursionisti della provincia di Teramo
Per chi dalla costa teramana, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino all’area di Mosciano Sant’Angelo o della Val Vibrata, sta programmando escursioni o attività di sci alpinismo sul Gran Sasso, il consiglio è di muoversi con prudenza e di evitare le ore centrali della giornata, quando il caldo rende la neve più pesante e instabile.
Tra le indicazioni principali c’è quella di rinunciare temporaneamente ai tracciati molto ripidi, soprattutto oltre i 30 gradi di inclinazione, e di pianificare eventuali discese nelle prime ore del giorno. Le prossime variazioni meteo, con un atteso abbassamento delle temperature e un possibile rinforzo del vento nel fine settimana, potrebbero favorire un graduale miglioramento della stabilità del manto nevoso. Fino ad allora, però, la prudenza resta la regola fondamentale per chi frequenta la montagna abruzzese.







