A diciassette anni dal terremoto del 6 aprile 2009, L’Aquila ha vissuto una nuova giornata di raccoglimento per ricordare le 309 vittime della tragedia che segnò l’intero Abruzzo, un evento rimasto impresso anche nella memoria di molti cittadini della provincia di Teramo e della costa teramana. Le commemorazioni di quest’anno hanno assunto un tono più sobrio e raccolto, con una partecipazione diffusa nel centro storico e nei luoghi simbolo del dolore.

Commemorazione del sisma all’Aquila

Per la prima volta non si è svolta la tradizionale fiaccolata nel capoluogo, scelta maturata insieme ai familiari delle vittime per dare spazio a un momento più intimo. In serata, numerose persone si sono comunque ritrovate nell’area dell’Emiciclo, dove la cerimonia è stata accompagnata dalla musica dei Solisti Aquilani. Davanti al palazzo illuminato hanno trovato posto il telo con i nomi delle persone scomparse e lo striscione dei parenti, in una cornice di silenzio e partecipazione.

Non è mancata invece la fiaccolata a Onna, una delle località più colpite dal sisma del 2009. Il corteo ha attraversato il paese ricostruito, in un passaggio carico di significato per una comunità che continua a custodire il ricordo di quella notte.

Il Parco della Memoria e la lettura dei 309 nomi

Il programma si è sviluppato tra più luoghi della città. Dalla serata del 5 aprile un fascio di luce azzurra è stato proiettato verso il cielo da Palazzo Margherita, mentre alla Villa Comunale sono stati distribuiti fiori ai partecipanti. Poco dopo, al Parco della Memoria, è stato acceso il braciere e sono stati letti uno a uno i nomi delle 309 vittime. A mezzanotte i fiori sono stati deposti in corrispondenza dei nomi incisi sulla fontana monumentale, in un gesto collettivo che ha unito familiari, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, amministratori, forze dell’ordine e associazioni. Presenti anche i Red Blue Eagles, che hanno voluto lasciare un segno di ricordo al Parco della Memoria.

Le iniziative del 6 aprile tra messa e appuntamenti pubblici

La mattina del 6 aprile si è aperta con la deposizione di fiori davanti all’angelo di legno nei pressi della Casa dello Studente, altro luogo simbolo del terremoto. Successivamente, in piazza Duomo, nella chiesa delle Anime Sante, è stata celebrata la messa in suffragio delle vittime presieduta dall’arcivescovo metropolita Antonio D’Angelo.

Nel corso della giornata si sono susseguiti altri momenti dedicati alla memoria, tra musica e riflessione. Alla basilica di Collemaggio si è tenuto l’appuntamento La luce della memoria, ideato dal maestro Leonardo de Amicis, con l’intervento della Cappella musicale pontificia sistina e la partecipazione dell’attore Daniele Pecci come voce narrante. Nel pomeriggio spazio anche a un concerto del progetto Orchestra Jazz L’Aquila che Vorrei, formato da giovani musicisti, in un’iniziativa che ha unito ricordo e speranza.

Una ferita ancora aperta per tutto l’Abruzzo

Alle 3.32 del 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo 5.8 colpì L’Aquila e il territorio vicino, provocando 309 morti, oltre 1.500 feriti e circa 70mila sfollati. Le immagini dei soccorsi e della distruzione restano vive in tutta la regione, compreso il Teramano, dove il sisma fu avvertito distintamente e dove in tanti conservarono un legame diretto con quei giorni drammatici.

Determinante fu allora l’intervento dei Vigili del fuoco, arrivati da tutta Italia con migliaia di operatori, mezzi speciali, unità cinofile ed elicotteri. Tra gli episodi simbolo di quelle ore resta il salvataggio di Eleonora, estratta viva dalle macerie dopo 42 ore.

Nel giorno dell’anniversario, oltre al ricordo delle vittime, è tornato forte il richiamo alla sicurezza del territorio e alla necessità di proseguire nel lavoro di ricostruzione materiale e civile. Un messaggio che riguarda da vicino tutta la comunità abruzzese, da L’Aquila alla provincia di Teramo, dove la memoria dei grandi eventi sismici continua a rappresentare un tema centrale per cittadini e istituzioni.