Il maltempo che ha interessato l’Abruzzo durante la Settimana Santa ha inciso anche su uno degli appuntamenti religiosi più sentiti del territorio teramano. A Teramo, infatti, la tradizionale processione della Desolata, prevista come ogni anno all’alba del Venerdì Santo, ha dovuto rinunciare al consueto percorso tra le vie del centro storico e si è svolta con modalità diverse all’interno della Cattedrale.
Si tratta di una celebrazione molto radicata nella storia cittadina e particolarmente seguita anche da chi arriva dai comuni della provincia, compresa la costa teramana. La modifica del programma è stata resa necessaria dalle condizioni meteo avverse che hanno colpito l’intera regione proprio nelle ore dedicate ai riti della Passione.
La Desolata di Teramo svolta in forma ridotta
Il rito della Desolata è legato alla figura di Maria Addolorata e alla ricerca del Figlio condannato a morte. La celebrazione, curata dall’Arciconfraternita dei Cinturati, rievoca simbolicamente un cammino di dolore che nella tradizione teramana tocca sette chiese della città, richiamando i sette dolori della Madonna.
Quest’anno, però, il quadro meteorologico ha imposto una revisione dell’evento nelle prime ore del Venerdì Santo. Al posto della processione esterna, il momento di preghiera si è tenuto in Cattedrale, permettendo comunque ai fedeli di vivere un appuntamento considerato tra i più significativi della Pasqua teramana.
I riti del Venerdì Santo in Abruzzo
In diverse città abruzzesi il Venerdì Santo è stato accompagnato da celebrazioni storiche e molto partecipate. Tra quelle più note c’è la processione del Cristo Morto di Chieti, considerata tra le più antiche della regione e, secondo alcuni studiosi, anche d’Italia. Il corteo, accompagnato dal Miserere, ha richiamato migliaia di persone lungo le strade del centro storico.
A Lanciano si è rinnovata la processione degli incappucciati, appuntamento che affonda le sue radici nel Cinquecento e che conserva elementi di forte impatto devozionale, come la figura del Cireneo scalzo con la croce in spalla. Anche Sulmona ha vissuto i suoi riti tradizionali, con le celebrazioni legate alle confraternite storiche e al canto del Miserere che accompagna il cammino del corteo.
Da L’Aquila a Pescara, celebrazioni segnate dalla devozione
Nel capoluogo regionale il Venerdì Santo ha assunto un significato ancora più intenso per il legame con il ricordo del sisma del 2009. A L’Aquila il corteo con i simboli della Passione ha attraversato il centro cittadino in un clima di raccoglimento, mentre nella chiesa delle Anime Sante si è rinnovato anche il rito dell’abluzione dell’altare, una tradizione particolare del panorama abruzzese.
A Pescara, invece, la Via Crucis ha interessato l’area centrale della città, tra piazza Sacro Cuore, corso Umberto e piazza Salotto. Le statue del Cristo morto e della Madonna Addolorata hanno accompagnato un momento di preghiera vissuto con partecipazione dalla comunità.
Un appuntamento sentito anche nel territorio teramano
Per il territorio di Teramo, e quindi anche per molti fedeli della provincia che guardano ai riti del capoluogo come a un punto di riferimento della tradizione religiosa abruzzese, la Desolata resta uno degli appuntamenti più identitari della Settimana Santa. La scelta di trasferire la celebrazione all’interno della Cattedrale non ha cancellato il valore del rito, ma ha rappresentato un adattamento necessario per garantire lo svolgimento della funzione in sicurezza.
Il pomeriggio del Venerdì Santo, sempre a Teramo, si è poi svolta la processione cittadina, consentendo comunque alla comunità di mantenere vivo un patrimonio di fede e di tradizione che continua a richiamare attenzione anche oltre i confini comunali, fino alla costa e ai centri vicini come Giulianova e Roseto degli Abruzzi.







