Il mese di marzo appena concluso ha lasciato un segno netto anche in Abruzzo, con piogge ben oltre i livelli abituali e temperature leggermente inferiori ai valori di riferimento. Il quadro climatico regionale colloca il marzo 2026 tra i più bagnati dell’ultimo mezzo secolo, un dato che interessa da vicino anche il Teramano e l’intera fascia costiera.

Secondo i dati diffusi sul bilancio meteorologico del mese, le precipitazioni registrate in Abruzzo hanno superato di circa l’85 per cento la media climatica. Si tratta di un’anomalia particolarmente marcata, che rende marzo 2026 il secondo mese di marzo più piovoso degli ultimi cinquant’anni a livello regionale. Sul fronte termico, invece, lo scostamento è stato più contenuto: la temperatura media si è attestata poco sotto i valori del periodo 1991-2020, con una differenza regionale di circa 0,4 gradi in meno.

Alla base di questa fase così instabile ci sarebbe una configurazione atmosferica persistente su scala europea. In particolare, una vasta area depressionaria posizionata in area islandese e la contemporanea presenza di un campo di alta pressione sull’Europa nord-orientale hanno favorito per giorni l’arrivo di correnti umide atlantiche, entrate in contrasto con aria più fredda e secca. Da questa dinamica è derivata una lunga sequenza di perturbazioni che ha coinvolto anche il versante adriatico e le aree interne abruzzesi.

Per i centri della provincia di Teramo, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, passando per Tortoreto, Alba Adriatica, Pineto e le altre località della costa, il dato regionale conferma un mese caratterizzato da frequenti passaggi piovosi e da condizioni spesso poco favorevoli. Una tendenza che ha interessato anche l’entroterra e le aree collinari, con effetti evidenti sul territorio dopo settimane di maltempo ripetuto.

Il bilancio di marzo assume rilievo anche perché fotografa un andamento climatico fuori dall’ordinario non tanto per il freddo, rimasto su valori solo lievemente inferiori alla norma, quanto soprattutto per la quantità d’acqua caduta. Il surplus pluviometrico registrato in Abruzzo rappresenta infatti l’elemento più significativo del mese e distingue in modo netto questa fase rispetto alle medie più recenti.

L’analisi mette in evidenza come l’instabilità non sia stata legata a un singolo episodio intenso, ma a una ripetizione di configurazioni favorevoli al maltempo. Proprio questa continuità delle precipitazioni ha contribuito a far salire il totale mensile fino a valori eccezionali su scala storica regionale.

Per il territorio teramano, spesso esposto agli effetti delle perturbazioni adriatiche e dei contrasti tra correnti diverse, il dato si inserisce in un contesto che nelle ultime settimane ha visto attenzione costante alle condizioni meteo, soprattutto lungo la costa e nelle zone più sensibili agli accumuli d’acqua.

In sintesi, marzo 2026 chiude in Abruzzo con due elementi principali: piogge molto abbondanti e temperature appena sotto media. Ma è soprattutto il dato sulle precipitazioni a rendere questo mese uno dei più rilevanti degli ultimi decenni nel quadro meteorologico regionale.