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Ripopolamento del camoscio nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

La riproduzione del camoscio che abita il Parco del Gran Sasso- Monti della Laga è resa possibile dal trasferimento dell'ungulato in una specifica area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Ripopolamento del camoscio nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Luca è un esemplare maschio di camoscio e ha 7 anni. Ha vissuto la sua vita a Farindola, nell'area faunistica pescarese del Parco del Gran Sasso-Monti della Laga. Il suo trasferimento verso l'area faunistica di Opi, nel versante aquilano del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise garantisce la sua riproduzione.

Il camoscio Luca è stato liberato nell'area faunistica il 22 settembre, assieme all'esemplare femmina prelevato dal Parco della Majella, affinché possano costituire un nuovo nucleo utile al ripopolamento del camoscio.

Progetto “Life Coornata”

Il trasferimento del camoscio Luca fa parte del progetto di sviluppo e salvaguardia della colonia dei camosci dell'Appennino, il Development of coordinated protection measures for Apennine Chamois. Grazie a questo progetto viene individuato e ampliato un nucleo riproduttore principale, nell'area di Opi, per proteggere questi splendidi ungulati.

Captive breeding program

Il progetto di ampliamento del nucleo dei camosci appenninici riguarda non solo Luca, ma anche una femmina di camoscio prelevata dal Parco della Majella per far compagnia al camoscio maschio e costituire assieme un nuovo nucleo riproduttivo

Camoscio a rischio estinzione

Il progetto non è una novità, Life, questo il nome del progetto di riproduzione e salvaguardia del camoscio, è partito sul finire degli anni Novanta. Infatti nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise il camoscio è a rischio estinzione, e un nuovo popolamento faunistico è la priorità per la conservazione dell'habitat e dell'ecosistema dell'area faunistica protetta.