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Riaperta al pubblico la Pinacoteca di Teramo


Nuovamente in esposizione le 450 opere del pratimonio cittadino

Riaperta al pubblico la Pinacoteca di Teramo

Nelle otto sale della struttura di Viale Bovio, dopo un lungo periodo di chiusura, tornano ad essere esposte, a rotazione, le 450 opere del patrimonio artistico cittadino, che comprende dipinti di scuola teramana del XV secolo, di scuola napoletana del XVII-XVIII secolo, del pittore  quattrocentesco Giovanni da Campli, di significativi artisti  abruzzesi dell'Ottocento (Giuseppe Bonolis, Gennaro Della Monica, Raffaello Pagliaccetti, Venanzo Crocetti).

Il titolo scelto per la mostra è “Il recupero di passate stagioni” ed espone  70 pregevoli opere raccolte nel sale secondo il criterio cronologico e tematico.  Una sale è dedicata all’iconografia della Madonna con il Bambino; un’altra ai temi del  Sacro e del Profano; il  Ballatoio al tema della  Memoria. Nelle altre sale  sono rappresentati i temi del  Paesaggio, del Ritratto, l’opera di Raffaello Pagliaccetti e di Venanzo Crocetti, un’ultimo spazio è dedicato alla pittura  tra 800 e 900. Sono stati introdotti strumenti digitali per arricchire la fruizione delle opere, in aggiunta ai tradizionali pannelli esplicativi e alle didascalie. Ad esempio per “Papa Eleuterio consegna il monitorio di scomunica al vescovo di Teramo Francesco Chiericati” -  una grande tavola cinquecentesca a tempera (cm 115 x 1110)  di scuola veneto /lombarda, fortuitamente rinvenuta in un locale dell’ASL teramana nel 1985 -  grazie ai supporti telematici, si può facilmente accedere in modo virtuale agli aspetti tecnico-pittorici e simbolici dell’opera.


Un po’ di storia...

Le tappe del recupero della memoria storica dell’arte locale partono dagli anni immediatamente successivi all’unità d’Italia,  al 1868, quando, per volontà dell'allora sindaco Settimio Costantini, nasce l'idea di raccogliere dipinti provenienti dal territorio. In accordo con le autorità ecclesiastiche, tra il 1868 e il 1889,  affluiscono alle raccolte civiche opere pittoriche di varia epoca e stile, provenienti dalle più importanti chiese cittadine.Intanto, mentre legati e donazioni arricchiscono questa prima collezione civica,  vengono acquisite opere provenienti da altre regioni italiane, spesso appartenenti a collezionisti privati.


A prima  della fine del secolo XIX, risalgono le prime richieste ufficiali di apertura al pubblico delle collezioni civiche; del 1907, la decisione di sistemare tutti i 181 dipinti nelle camere del primo piano del palazzetto di Sant'Anna; del  1910, l’incarico a  Giorgio Bernardini, di riordinare la Pinacoteca; del 1922, l’inaugurazione ufficiale, nella sala maggiore del palazzo di città, della Pinacoteca civica. Iniziano i lavori di ampliamento della palazzina adiacente i Giardini pubblici, di proprietà della Reale Società di Agronomia, e successivamente trasformata in Museo. Qui, nel 1930, viene sistemato il  materiale pittorico e le sculture dell'artista ottocentesco Raffaello Pagliaccetti di proprietà del collezionista Pasquale Ventilj. Di lì a poco, quando la cura del  museo viene affidata al "Circolo Amatori e Cultori d'Arte",  si aggiungono numerosi reperti archeologici, mentre il materiale pittorico, ritenuto di minore interesse, viene depositato nell'ex convento di San Giovanni, in via Stazio. L’amministrazione ancora non dispone di un inventario esatto e completo del notevole patrimonio artistico conservato nel Museo Civico, nel Palazzo Comunale e nei locali dell'ex convento di S. Giovanni.


Durante gli anni di guerra il patrimonio esposto aumenta con l'acquisizione di circa 70 dipinti di autori vari che, nel 1941, vengono affidati in deposito alla Pinacoteca Civica dalla Fondazione Ventilj. Nel dopoguerra, 1949, abbiamo la prima mostra al pubblico che  utilizza le sale abbandonate da anni della vecchia Pinacoteca Civica. Si tratta di una mostra di  maioliche abruzzesi, dopo di che si registra  un lungo vuoto, fino al giugno del 1958, quando la cittadinanza  di Teramo vede riaprire il suo Museo  riordinato secondo i criteri della più moderna museografia: al piano terra il materiale archeologico, al piano superiore trentacinque ceramiche e una collezione pittorica costituita da 130 dipinti, dei quali novantasette antichi e trentatre di autori dell'Ottocento e del Novecento. In un successivo progetto di restauro, risalente agli anni 1974-1979, pur con molte carenze nei  supporti didattico-espositivi, lo spazio museale comincia a configurarsi come progetto culturale, che va definendo percorsi conoscitivi e criteri di approfondimento critico, mentre i singoli dipinti diventano prezioso pretesto e stimolo per un più puntale collegamento tra il Museo e il territorio teramano, tra l’arte e la storia.

Oggi la Pinacoteca, sotto la direzione della dott.ssa Paola Di Felice, si propone al pubblico con una veste rinnovata negli spazi e nella logica allestitiva, con  l’esposizione a rotazione delle opere secondo criteri di  matrice didattica, resa possibile dalla presenza del deposito microclimatizzato, in grado di accogliere in modo idoneo le opere non esposte. Lo spazio espositivo della Pinacoteca è sito in viale Bovio, ed è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, secondo il seguente orario: 9.00-13.00 / 15.00-19:00 (informazioni tel.  0861.250873), Il biglietto costa 5 Euro (ridotto 4 Euro) e  permette l’accesso alla Pinacoteca, al Museo  e al campo archeologico.