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Inaugurazione del nuovo museo Sassu ad Atessa

210 opere su carta dal 1927 al 1992

Inaugurazione del nuovo museo Sassu ad Atessa

Si inaugura giovedì 5 agosto alle ore 18.00 il nuovo Museo Sassu di Atessa, alla presenza di Nicola Cicchitti, Sindaco di Atessa; Vincenzo Pellegrini, Assessore alla Cultura del Comune di Atessa; Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti; Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo, Giulio Borrelli, giornalista e Presidente della Fondazione MuseAte e numerose altre autorità.

In mostra una straordinaria collezione permanente costituita da novanta lavori su carta, per lo più inediti - disegni, acquerelli, pastelli e tempere – con centoventi opere grafiche scelte - acqueforti, acquetinte, litografie e serigrafie - generosamente donante da Alfredo e Teresita Paglione alla città di Atessa.

La rassegna ripercorre le tappe più importanti della vita e della produzione artistica di Aligi Sassu a partire dalle opere futuriste del 1927-28, per poi soffermarsi sui lavori degli anni '30, tra cui i famosi Uomini rossi e i Ciclisti, i Caffè, le Battaglie, i disegni del carcere di Fossano realizzati tra il 1937 e il 1938, le Crocifissioni e i Concilii degli anni '40, fino alle Corride spagnole degli anni '60.

Protagonista del mercato dell'arte fino al 2000, Alfredo Paglione, chiusa la sua galleria Trentadue, baluardo dell'arte figurativa, insieme alla moglie Teresita Olivares, violoncellista colombiana, rivela l'anima di mecenate. E la sua vita, da sempre nell'orizzonte della bellezza, entra nell'orizzonte del dono.

Il mecenate abruzzese trapiantato a Milano ha creato musei, centri culturali, manifestazioni oltre ad aver compiuto una straordinaria donazione di un migliaio di opere di grandi artisti italiani e stranieri, da de Chirico a Miró, da Marini a Ortega. E così "il pastore che ha scalato il grattacielo", come ama definirlo Enzo Fabiani, si è trasformato in un seminatore, perché la bellezza, quella vera, nasce, fiorisce ma non muore.

" Dal 1997 - racconta Alfredo Paglione in una recente intervista a Giovanni Gazzaneo - sto riversando verso l'Abruzzo le opere che ho raccolto in quarant'anni di attività nel mondo dell'arte. Mi sento come quei miei corregionali che emigravano all'estero e poi alla fine, dopo una vita di lavoro, tornavano a casa portando il frutto del loro lavoro. Un fatto di amore verso la terra dei propri cari, dei propri genitori. Ho deciso di portare tutte le mie opere in Abruzzo, in sedi lontane dai centri dell'arte, per gettarvi semi di bellezza. L'ultima semina è ad Atessa: in questa cittadina ai piedi del monte Pallano, che custodisce tanti miei ricordi di ragazzo, ho creato il Museo d'Arte Aligi Sassu."

Nel nuovo Museo Sassu si  presenta così una collezione dai caratteri ben definiti, organica, coerente, che si distingue per l'idea di  bellezza, principio indiscusso di oltre quarant'anni di attività del mecenate abruzzese nel mondo dell'arte.

La città di Atessa con la nascita del nuovo museo rende omaggio all'artista sottolineando il profondo legame con la terra d'Abruzzo: nel 1964 vi realizza una grande opera murale "Il Concilio Vaticano II" presso la Chiesa di S. Andrea a Pescara, nel 1987 in anteprima  assoluta espone la "Divina Commedia", una raccolta di 112 olii, al Castello Gizzi di Torre De' Passeri (PE) e nel 1997 realizza la mostra di arte sacra con cui viene aperto il Museo dello Splendore di Giulianova. Qualche anno dopo, nel 2003, presso la Fondazione Carichieti viene inaugurata la mostra permanente de "I Promessi Sposi", 58 straordinari acquerelli ispirati al celebre romanzo di Alessandro Manzoni, opere donate dai coniugi Alfredo e Teresita Paglione alla città di Chieti.

Il catalogo del nuovo Museo Sassu di Atessa, edito da Silvana Editoriale, contiene testi  di Giulio Borrelli, Elena Pontiggia, Elsa Betti e un'intervista di Giovanni Gazzaneo ad Alfredo Paglione.

Breve biografia di Aligi Sassu

Aligi Sassu, nato a Milano il 17 luglio 1912 da padre sardo e madre emiliana, è stato un artista estremamente precoce. Scoperto da Marinetti, partecipa all'età di soli sedici anni alla Biennale di Venezia del 1928, nella sala riservata ai Futuristi, con due opere Nudo plastico e l'Uomo che si abbevera alla sorgente.

Lo stesso anno firma insieme a Munari il manifesto Dinamismo e riforma muscolare, rimasto inedito fino al 1977.

A Parigi ha l'opportunità di studiare da vicino l'opera di Matisse, Gericault, Cézanne, Delacroix. Nasce così la sua passione per la pittura dell'Ottocento francese e la predilezione per il soggetto del caffè, tema ricorrente in molte sue opere.

Oltre l'amore per l'arte e la poesia, Sassu manifesta il suo impegno politico in opere come la Fucilazione delle Asturie, dove si fa evidente la sua posizione antifranchista.

L'impegno nella lotta contro il fascismo e la partecipazione alla diffusione di stampa clandestina, lo porteranno all'arresto nel 1937 con l'accusa di complotto e sovvertimento dell'ordine dello Stato. L'anno dopo gli viene concessa la grazia regia ma, come sorvegliato speciale, dovrà aspettare il 1941 perché possa nuovamente esporre le sue opere.

Nel 1964 si trasferisce a Mallorca, considerata come una seconda Sardegna.

Nascono in questo periodo le Tauromachie, opere con i paesaggi dell'isola e con soggetti mitologici.

Sassu realizza nel 1973 le scenografie dei Vespri Siciliani per la riapertura del Teatro Regio a Torino, con la regia di Maria Callas.

Nel 1984 viene organizzata una sua antologica a Palazzo dei Diamanti di Ferrara poi trasferita in Castel Sant'Angelo a Roma; sempre lo stesso anno viene allestita un'altra grande antologica a Palazzo Reale a Milano. Le sue opere vengono esposte a Siviglia, a Madrid, a Toronto, a Montreal, a Ottawa, a San Paolo, a Bogotà e a Buenos Aires.

Nel 1986 espone a Palma di Mallorca, alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova. Nello stesso anno termina il lavoro sulla Divina Commedia.

Tre suoi dipinti vengono acquistati dal Museo Puskin di Mosca.

Nel 1993 completa I Miti del Mediterraneo, murale in ceramica di 150 metri quadrati, per la nuova sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.

L'anno successivo presenta Manuscriptum, una cartella con incisioni destinata alla mostra itinerante in Svezia "I ponti di Leonardo".

Il 17 luglio 1999, in occasione del suo ottantasettesimo compleanno si inaugura una grande antologica in Palazzo Strozzi a Firenze.

L'anno dopo, la sera del 17 luglio 2000, Aligi Sassu muore nella sua casa di Can Marimon a Pollença.