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Intervista a Alessandro Quartiglia

Sport

Ormai il campionato è finito, dopo la passeggiata in Coppa Italia, il turbolento campionato di C1 girone B e lo spettro dei Play-Out, la piazza sportiva giuliese attende fiduciosa l’esito delle decisioni del Patron Alessandro Quartiglia in odore di lasciare il calcio giuliese per gli alti costi sostenuti in questi 10 anni di C1. Pensate che il Patron dal lontano 90-91 ininterrottamente è stato socio di maggioranza e poi Presidente di questa importate e gloriosa società calcistica abruzzese.
Presidente, dopo un campionato altalenante con la sostituzione di ben due allenatori (Gentilini e Cuttone) e lo spettro della retrocessione in C2, che bilancio fa del campionato appena trascorso? Visto anche le tante polemiche che si sono trascinate per tutto il campionato?
Guardi, penso che le polemiche fanno parte integrante di quest’ambiente, anzi, direi siamo nella normalità. Per quanto riguarda il bilancio, per come si erano messe le cose, devo sinceramente dire che tutto è filato liscio come l’olio. Dopo, partecipare al campionato nazionale di C1 per ben 10 anni di seguito, vuol dire che si è lavorato molto e bene. Certo, sul piano tecnico non si è raggiunto quell’efficienza che si aspettava, ma debbo dire che i ragazzi che abbiamo avuto in rosa non erano così scarsi come potrebbe sembrare. Anzi, nella fase finale hanno dimostrato tutta la loro professionalità e attaccamento ai colori sociali, per questo li ringrazio. Voglio anche aggiungere la sfortuna, già all’inizio di campionato non abbiamo potuto utilizzare Califano perché squalificato e Frati per infortunio, più altri giocatori acciaccati. Sicuramente questa squadra non era la peggiore di altre, forse meritava più fortuna. Certo che, con l’arrivo di Mister Giorgini, abbiamo risollevato l’intero ambiente che stava scivolando via via verso il baratro della C2, il merito di Francesco Giorgini è quello di averci creduto e di aver fatto salvare questa squadra, con l’entusiasmo che ci voleva, per questo lo ringrazio di cuore.
Il campionato è stato anche costellato da frequenti polemiche e prese di posizione della tifoseria organizzata, non ultimo, uno striscione che la invitava ad andarsene, Lei cosa risponde in merito?
Lei sa benissimo che, le figure dei presidenti in tutte le società sportive hanno vita dura. Le dico questo per dei semplici motivi, un vero Presidente quanto vince prende i meriti, ma quando perde deve assumersi le responsabilità dell’intero gruppo dirigente. Per la mia estrema franchezza, io non ho mai scaricato le cose negative su di una singola persona, ma al contrario mi sono assunto le mie responsabilità, mi creda oggi nel calcio è merce rara. Io credo fortemente nel gioco di squadra sia esso positivo che negativo, specialmente per un imprenditore come me. Riguardo allo striscione, ho avuto modo di parlare anche con molti ragazzi della curva, alcuni di loro mi dicevano che non c’era niente di personale, anzi, il mio nome veniva usato per manifestare la loro malessere all’intera dirigenza che, in quel momento era rappresentata dalla mia figura di Presidente. Per questa vicenda non porto rancore a nessuno.
Presidente, oggi i veri protagonisti del calcio italiano sono diventati i Sindaci, perché ogni volta che ci sono delle crisi societarie o/e problemi economici loro si fanno garanti della continuità delle società calcistiche. In questo contesto, anche il Giulianova è finito nella trattativa per un eventuale ricerca di sponsor con l’interessamento del Sindaco Claudio Ruffini e dell’Assessore alla sport, Francesco Mastromauro, Lei ci crede? C’è la probabilità di non iscrivere la squadra per il prossimo campionato di C1?
Lei ha toccato un tasto dolente delle vicenda, dopo le belle parole spese in questi giorni dai tifosi, dalla gente comune e dai politici, passando anche per gli addetti ai lavori, posso assicurare che il nodo del problema sta arrivando al pettine. In questi dieci anni di attività come socio di maggioranza, il sottoscritto non ha mai chiesto nulla alle varie amministrazioni comunali, anzi, non so se ho sbagliato io a non chiedere niente. Ma non è neanche nel mio stile chiedere. Però negli ultimi anni, il campionato di C1 è diventata una piazza costosa, specialmente per una realtà economica e sociale come Giulianova, dove le forze produttrici e finanziarie sono limitate. Se Lei pensa che, il mio gruppo produttivo occupa ad oggi 300 maestranze, di cui ben la metà appartiene al territorio di Giulianova e dintorni, vuol significare che io per questa città do molto, non solo intermini calcistici. Quindi, non posso essere accusato di non volere bene alla città di Giulianova. Quindi, dopo dieci anni, con una spesa media annua intorno ai 5.000.000.000 miliardi delle vecchie lire, Lei capisce che non avendo avuto mai un contributo del Comune o di altri enti pubblici e anche di imprenditori della zona, portare avanti questa società da solo diventa troppo onerosa. Come minimo bisogna trovare 600.000,00 Euro per la prossima iscrizione al campionato nazionale di serie C1 girone B che, scadrà alla fine del mese, poi possiamo trovare degli accordi strada facendo, anche con la cessione dell’intero pacchetto azionario o/e parziale, tenendo in considerazione che abbiamo un parco giocatori da liquidare, da rinnovare i contratti, da pagare gli stipendi, da programmare gli investimenti per il prossimo campionato ed altro ancora. Se mi permettete, vorrei ricordare che, attualmente non si vede un gran movimento in giro, anzi direi quasi che siamo in una situazione di stallo, questo mi preoccupa molto.
In questi giorni il ds Fabio Lupo, dopo due anni di collaborazione, ha rassegnato le dimissioni dalla vostra società, c’è aria già di smobilitazione all’interno del Giulianova Calcio?
No, lo posso escludere, sono i normali avvicendanti di chi vive nel mondo del calcio. Anzi, la nostra società e organizzazione è composta da persone efficienti e professionali, quindi chi subentrerà alla società troverà un ambiente sano e con la voglia di fare bene. A Fabio Lupo, devo riconoscere la correttezza e la serietà professionale che ha sempre dimostrato anche in occasioni difficili come in questo campionato.
Quindi, il futuro di questa società sarà sempre più votata al settore giovanile e al ridimensionamento delle spese di gestione?
Guardi, non voglio esprimere le mie considerazioni future, spero soltanto che si risolva prima possibile questo problema, poi tranquillamente la stampa e i tifosi saranno messi al corrente delle scelte che farà la nuova dirigenza, per adesso quello che mi preme di più è trovare il sostegno di imprenditori o/enti pubblici e privati che si impegnino per il Giulianova Calcio. Io questo chiedo.
Pochi giorni fa, il Comune di Giulianova, nella persona del Sindaco Claudio Ruffini e dell’intera giunta comunale ha inteso dare una targa di riconoscimento per i 10 anni consecutivi di permanenza in serie C1, insieme al tecnico giuliese Francesco Giorgini, come giudica questa cosa?
Guardi, nella mia vita d’imprenditore ho visto tante manifestazioni di circostanza e di apparenza, l’altra sera, in consiglio comunale, ho notato una festa e un riconoscimento della città di Giulianova che proveniva dal cuore, non era la solita circostanza dettata da esigenze politiche, per queste cose ringrazio il consiglio comunale di Giulianova, l’intera città e naturalmente la tifoseria.