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Marialuisa de Santis
Responsabile "Giuseppe Trevisan"
Giulianova, 17/7/2006. Da ben 6 anni è la responsabile della Sala Trevisan del Centro Culturale "San Francesco", presso la Piccola Opera Charitas di Padre Serafino Colangeli. E' laureata in Lettere, con una tesi sull'arte contemporanea. La sua passione per l'arte nacque nell'ultimo anno scolastico del Liceo Scientifico a Giulianova, dove aveva come insegnante la Prof.ssa Rita Bocci. Si definisce una persona razionale e fortemente passionale, per questi motivi riesce ad organizzare eventi di grosso successo. La sua vita per l'arte, il legame con Padre Serafino e l'amore per la propria figlia, sono i tre punti fermi della sua vita. Padre Serafino in modo particolare, in suo preciso momento della sua vita, gli ha riposto fiducia e le ha affidato quest'incarico di responsabilità alla guida della sala "Trevisan". Il legame per Giulianova è storico, sia per via del suo cognome, ma anche perché è riuscita a riallacciare il cordone ombelicale con la sua città, dove una breve parentesi fuori Giulianova. Ama il cinema contemporaneo e anche la poesia, il suo sogno sarebbe quello di avere più momenti poetici all'interno della Sala "Trevisan". L'abbiamo incontrata per farci raccontare come è nata questa realtà culturale a Giulianova.
Marialuisa, che cos'è la Sala Trevisan?
Era il sogno di Padre Serafino Colangeli, quello di aprire uno spazio per l'arte contemporanea abruzzese a Giulianova. Libero da condizionamenti economici, per via delle poche risorse che hanno soprattutto gli enti pubblici, in modo che ogni artista potesse esprimere le sue qualità senza problemi di sorta, soprattutto economici. Il nome dato alla Sala è in onore di "Giuseppe Trevisan", imprenditore nel settore metalmeccanico, originario di Chieti, morì circa 16 anni fa. Essendo molto amico di Padre Serafino, era un grande appassionato di arte contemporanea soprattutto di quella abruzzese. Anni fa fu anche organizzata una mostra al MAS, proprio sulla sua immensa collezione privata di quadri contemporanei. Frequentava con Padre Serafino, uomini d'arte come: Falconi, Pancella ed altri, insomma un gruppo che si vedeva spesso, anche per fare dei progetti importanti proprio per l'arte abruzzese. Oggi la Trevisan è parte integrante della Centro Culturale San Francesco, con annessa biblioteca specializzata in teologia e arte.
Quali manifestazioni di rilievo in passato ha organizzato la Trevisan?
Con la 4° edizione di "Arte e Musica alla Trevisan", abbiamo coniugato la musica intorno all'arte, con il M° Piero Di Egidio. Poi abbiamo organizzato molte conferenze; mostre curate da Carlo Fabrizio Carli; le collettive "Tracciati d'Arte" con la presenza di artisti abruzzesi, oggi alla terza edizione. La Sala Trevisan è stata concepita proprio per sopperire alla mancanza di spazi destinati a queste discipline e per dare spazio ai giovani emergenti. Tra mostre curate e seguite dall'inizio alla fine, siamo arrivati ad oltre 20. Tenga conto che molte sono state le mostre collettive e dei singoli dove non abbiamo realizzato dei cataloghi, ma sono stati stampati solo dei depliant-guida per i visitatori. Credo che tra mostre, recital di poesie, concerti ed altri eventi, siamo arrivati ad oltre 100 manifestazioni complessive. Insomma, un evento ogni 15 giorni, mi sembra un ottimo trend per una giovane realtà come la nostra. Recentemente ho seguito con il dott. Alessandro Braccilli, in assenza della conservatrice dott.ssa De Lucia, l'organizzazione dell'evento culturale "Aperitivi al Museo, sulla scuola di Posillipo", in collaborazione con l'Assessore alla Pubblica Istruzione; l'Istituto Alberghiero di Giulianova e il Liceo Scientifico di Giulianova (giornate valide anche come credito formativo). E' stato un successo, ogni mattina c'erano dalle 80 alle 100 presenze. Molto soddisfatti i relatori, anche da Napoli, che sono rimasti stupiti dalla passione dei giuliesi e non, per l'argomento culturale. Ricordo che al Mas - Museo d'Arte dello Splendore attualmente ci sono tutte le tele del deposito "V. Bindi".
Fin qui tutto bene, ma come tutte le cose avrete avuto anche voi dei problemi?
Non nascondo che i problemi ci sono, soprattutto dal punto di vista economico. Per il resto riponiamo nella provvidenza, perché la volontà e le idee non mancano di sicuro all'interno della nostra struttura, ed anche tra i nostri più assidui collaboratori.
Quali eventi per il prossimo autunno?
Recentemente abbiamo ideato "Penisola", un evento dove lo stesso artista, in totale autogestione, organizza un evento culturale o una sorta di mostra in movimento, anche con la realizzazione dal vivo di opere: pittoriche, sculture ed altro. Poi per la poesia stiamo pensando di ideare delle serate speciali. Inoltre vorrei ricordare che nel 2007, ricorre gli 80 anni del lascito "bindiano" e nel 2008 la morte del mecenate Vincenzo Bindi (1928). Insomma, non una sterile ricorrenza, ma un momento per fare il punto della situazione, anche con eventi in collaborazione con la città di Napoli. Il prossimo appuntamento per la "Trevisan" sarà a Settembre con Penisola 4, ospiteremo l'artista Patrizia Franchi. Già ho visto il progetto, posso dire che sarà una cosa mani vista in una mostra. Mi aspetto il solito e qualificato pubblico di sempre.
Il futuro e le incognite per il vostro lavoro quali sono?
Uno su tutto, il ripetersi di accavallamenti di eventi culturali da parte degli enti pubblici e privati, ma anche dei singoli. Auspico un vero coordinamento per tutti gli eventi, anche quelli ludici, troppo spesso ci dobbiamo dividere anche gli ospiti e gli appassionati. Quindi dovrebbe nascere una sorta di coordinamento cittadino, per far si che non accadano più questi accavallamenti.
Ma negli ultimi decenni, non crede che Padre Serafino è stato il fulcro del risveglio culturale della città, soprattutto sotto il profilo culturale e spirituale della nostra città?
Certo! Se Lei pensa che sotto la sua guida è nata la Biblioteca "Donatelli"; la Biblioteca del Centro Culturale San Francesco; la Sala Giuseppe Trevisan e il MAS - Museo d'Arte dello Splendore, vuol dire che è stato veramente fatto tanto per questa città. E' stata anche un attività sistematica per la crescita della nostra comunità locale e anche regionale. So che molte persone del mondo culturale regionale e nazionale, si sono espressi con elogi e anche un pizzico d'invidia verso le opere fatte da Padre Serafino Colangeli..




