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"L'Altra metà"

In esclusiva per www.giulianova.it

Giulianova. 22/03/2004.
L'altra metà

Secondo un'antica leggenda indiana, una volta gli uomini e le donne erano uniti e formavano un unico essere con quattro braccia e quattro gambe. Un giorno, il dio che li governava si adirò con loro e scagliando fulmini sulla terra li divise per sempre. Da allora ognuno cerca la sua metà…la cerca, si, ma non è detto che riesca a trovarla.
Questo era sempre stato il parere di Luke Harrison, ricercatore alla facoltà di biomeccanica dell'università Cartridge, un'istituzione accademica terrestre che godeva di un'ottima fama presso le sue consorelle sparse per tutto il sistema solare. Le università si erano organizzate in gemellaggi interplanetari e la Cartridge era comparata con quella della colonia di Saturno, con la quale scambiava materiali, ricerche ed opinioni.
Luke si era laureato due anni prima e da allora lavorava all'interno dell'ambiente universitario che esercitava su di lui un grande fascino. Il suo campo di studi era la biomeccanica e aveva già pubblicato un buon numero di saggi.
A metà del secondo semestre il rettore gli annunciò l'imminente visita della dott.ssa Karen Ortis una degli esponenti più in vista della biomeccanica applicata, una branca della biomeccanica ufficiale che non tutti vedevano di buon occhio. Luke era uno di questi. A lui interessava la ricerca e la pubblicazione di saggi relativi alle sue scoperte. La parte pratica lo annoiava. La prima volta che incontrò Karen Ortis, tuttavia, cambiò idea.
Accadde pochi minuti prima che iniziasse la conferenza che la Ortis era venuta a tenere sui progressi compiuti dalla biomeccanica applicata. Quando la vide venire verso di lui Luke si bloccò incapace di credere a quello che stava guardando. Aveva letto il suo profilo biografico alcuni giorni e si era aspettato di vedere una saturniana di quarant'anni dall'aspetto dimesso. Invece la donna che gli stava di fronte non poteva avere più di vent'anni e il suo aspetto era tutt'altro che trascurato.
"Lei dev'essere Luke Harrison." disse con la più melodiosa delle voci
"Come…come fa a conoscermi?"
"Oh, io so tutto di lei. Mi guardi."
"Prego?"
"Ho detto mi guardi."
Luke in realtà lo stava già facendo e non riusciva a staccare gli occhi da quel corpo.
"Non nota niente di familiare?"
Il giovane cercò di concentrasi ma proprio quando stava per rispondere arrivò il rettore per annunciare l'inizio della conferenza. Lui e la dott.ssa Ortis si allontanarono, lasciando Luke a meditare. Quando riuscì a destarsi dal torpore in cui era caduto raggiunse la sala delle conferenze, per ammirare le squisite disquisizioni della Ortis. Più ascoltava e più capiva e alla fine della conferenza aveva preso quella che sarebbe stata la decisione più importante della sua vita, quella di invitare a cena Karen Ortis. Non lo aveva mai fatto prima, invitare a cena una donna, ma in quel momento gli sembrò l'unica cosa ragionevole da fare. Raggiunse la Saturniana nel corridoio e attese che finisse di salutare gli altri professori, quindi si avvicinò.
"Oh Luke, eccola finalmente! Mi chiedevo dove fosse finito. Vogliamo andare?"
"Come?"
"Non è qui per invitarmi a cena?"
"Si…"
"Allora cosa stiamo aspettando."
La donna lo prese a braccetto e lui la guidò fino alla sua vettura. Quindi la portò in uno dei migliori ristoranti della città dove c'era un tavolo riservato per loro anche se Luke non ricordava di aver fatto alcuna prenotazione. La serata trascorse piacevole, la conversazione fluida e alla fine si ritrovarono ai piedi dell'albergo dove alloggiava la Ortis.
"Vuoi venire su?" gli chiese lei
Luke non poté fare altro che annuire. A quell'ora l'albergo era deserto e lei lo condusse in camera sua. Sedette sul bordo del letto e lo guardò con occhi pieni di ammirazione.
"Ricordi la tua tesi di laurea?"
"Ma certo."
"Non scorderò mai la prima volta che l'ho letta. La trovai così interessante che decisi di dedicargli tutto il mio tempo."
Luke si era laureato con una tesi sulla biomeccanica ossea. Si ritrovò a fissare quel corpo…l'applicazione pratica della sua ricerca. Lei si alzò e andò a prendergli le mani: "Ho letto tutti i tuoi saggi, li ho applicati…"
"Anche quello sul biocuore?"
Karen annuì: "È stata la mia ultima applicazione. Risale a cinque mesi fa…non vedevo l'ora di incontrarti."
"Tu hai un biocuore?"
"Si."
Luke sorrise: "Il mio biocuore?"
Lui l'abbracciò e la tenne stretta a sé. Erano finalmente tornati ad essere un unico essere con quattro braccia e quattro gambe ma con un unico biocuore, capace di sentire per entrambi. Luke aveva scritto quel saggio dopo aver riflettuto sulla possibilità di potenziare l'organo creato per amare, per poter dare ad ogni cuore umano quella metà che gli era stata portata via, quella metà che permetteva di intuire tutto ciò che normalmente sfuggiva ai cuori normali.

FINE

Annarita Petrino