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Grazie a “I CAFERZA” la tradizione della serenata si rinnova
“CAF sta per Cafoni/R,rimasugli,/ Zotici Assortiti son la Z e la A ...”
Così suonano i primi versi della canzone che presenta il gruppo musicale de “I Caferza” di Giulianova...
E’ poco definire “singolare” il loro abbigliamento così come il modo, talvolta irriverente e sempre carico di ironia, con cui si rivolgono al pubblico.
I giuliesi hanno potuto ascoltarli in numerose occasioni recentemente, durante l’estate, ma la loro attività continua fitta per tutto l’arco dell’anno, ogni volta che si prepara un matrimonio a Giulianova e nel teramano, rinnovando la tradizione della Serenata alla sposa.
Come costola nata dall’Associazione Culturale “Gruppo Corale Gaetano Braga”, “I Caferza” si occupano anche della ricerca storica, della costruzione e dell’uso pratico degli strumenti“minori” della tradizione musicale folkloristica e tipici abruzzesi: la fisarmonica, l’organetto diatonico (Lu ddu bbottë), le zampogne, tamburi e tamburelli (Li ciuciombrë), e tanti altri strumenti curiosi, spesso appartenenti alla famiglia degli idiofoni (strumenti costruiti con un materiale sonoro naturale).
Il crotalo, nel quale il suono è prodotto dalla percussione reciproca di tante tavolette di legno, tenute insieme da un filo, è uno strumento arcaico, presente nelle più lontane culture la cui origine è strettamente legata alla funzione sonora poiché usato come spaventapasseri; Lu battafochë maggiore, un tamburo a frizione, formato da una canna di fiume innestata su di una pelle tesa; al di sotto, come cassa di risonanza, una botte di dimensioni spropositate; Lu battafochë minore, un volgare bidone travestito di sacco.
E ancora tante “cianfrusaglie sonore”come Lu ttivule’ttavule, un lava panni in legno suonato sfregandoci sopra un bastoncino di legno.
Il repertorio è quello tradizionale: Nannè, La mamm 'e la fijje, La serenate, L'amore mie che vò, T'aspette Cuncettì, La serenate de l'umbriache, Serenata spassose, La mamma al balcon, Mannaggia lu vine, vine, vine...,tanto per citare qualcuna delle canzoni popolari più conosciute.
Per molte canzoni il testo, rigorosamente in dialetto, è originale creazione del gruppo giuliese; è il caso de La partenza, Figlia ti voglio dare, Marianicola, Quand risate ciavem da fà.
Altri brani sono scritti e musicati interamente da “I Caferza”, come il già citato Inno dei Caferza: La bbuttije, La Cambagne, Che dice mà, Mai con l'odio.
Autorizzati dal Presidente dell’Associazione Gaetano Torresi, pubblichiamo integralmente il testo originale di uno dei pezzi forti del repertorio dei Caferza:
La Cambagne
(parole e musica de “I Caferza”)
La cambagne da zappà
Se vu beve e vu magnà
Ritornello (2vv)
E la Ihve da putà
E li fronne d'arcaccià
E la Ihve t'accuncià
Se ti 1'uje lu vu fa
Ritornello (2vv)
Li pummadore d'attaccà
Li citrin d'addacquà
La 'nzalat d'arrannà
Li fmucchie da culmà
Ritornello (2vv)
E lu porch da scannà
Li saggigge d'ammassà
E li limrne d'ambascià
E In prisitte da salà
Ritornello (2vv)
E la vigne da scacchià
E dapu la ti attaccà
E iLirame ti apassà
Se In vine tu vù fa
Lai la la la la la la
Lai la la la la la la
Lai la la la la la la
Lai la la la la la la
Informazioni
tel. 085.800.34.20 - 349.144.52.67
sito internet: http://www.coralebraga.it/Caferza/caferza.htm
Email: info@coralebraga.it












