Servizio di prenotazione hotel
Chiude la manifestazione il Dott. Enrico di Carlo
6° Edizione del libro
Giulianova, 30/05/2005. E’ stato il dott. Enrico Di Carlo a chiudere con la conferenza “Le tradizioni gastronomiche abruzzesi nell’opera di Gabriele d’Annunzio”, la sesta edizione della Mostra del libro, organizzata dal Comune di Sant’Omero (TE) in collaborazione con l’assessorato alla cultura e la locale biblioteca “G. d’Annunzio”. La cerimonia, condotta dal giuliese dott. Sandro Galantini, è iniziata alle ore 17:30 nella Sala Marchesale della cittadina vibratiana. Altro momento importante della serata è stata la lettura di brani tratti da alcune opere del poeta abruzzese, fatta da Carlo Orsini, per anni “voce” del TG Abruzzo. Al termine, c’è stata la premiazione dei vincitori del concorso a tema “Elementi di folclore abruzzese, “Dall’eredità dannunziana ai giorni nostri”, riservato alle Quinte classi degli Istituti superiori della Val Vibrata. Per tornare al tema dell’incontro, Enrico Di Carlo, giornalista e studioso dannunziano, ha preso in considerazione alcuni riferimenti legati alla gastronomia regionale, presenti non solo nelle opere di ispirazione abruzzese, ma anche e soprattutto in molte lettere dove maggiormente si avverte la nostalgia nei confronti della terra lontana. Di quella cucina, d’Annunzio non aveva serbato soltanto l’affettuosa rappresentazione degli ingredienti, ma aveva mantenuto fino all’ultimo le abitudini di una dieta che, a suo dire, rievocava quella arcaica dei pastori abruzzesi come quando, dopo un digiuno di tre giorni, prendeva d’un colpo tre o quattro uova. I rapporti con Luigi D’Amico, il creatore del dolce Parrozzo, ma anche la mancata sponsorizzazione della pasta De Cecco è stata oggetto di una conversazione nel corso della quale la nostalgia per la porchetta (che gli ispirerà un celebre sonetto dialettale) e per il cacio pecorino si affiancherà al racconto della preparazione della frittata, presente nelle pagine del “Libro segreto”. Enrico Di Carlo è laureato in Lettere ed è Dottore di ricerca in “Lingua e letteratura delle regioni d’Italia”. Lavora presso la biblioteca dell’Università di Teramo e svolge attività di giornalista-pubblicista. I suoi studi vertono prevalentemente sulla cultura abruzzese tra Ottocento e Novecento e su Gabriele d’Annunzio, relativamente al quale si segnalano: Dall’Abruzzo al Vittoriale: d’Annunzio 1938-1998 (1998), Luigi Savorini e il fondo dannunziano della biblioteca “M. Delfico” di Teramo (1999), Caro Pascal: carteggio d’Annunzio-Masciantonio (1891-1922) (2001), e Gabriele d’Annunzio negli Abruzzi. Il poeta alla prima rappresentazione de “La figlia di Iorio” (Giugno 1904) (2003). È tra i coordinatori dei corsi dell’Università popolare Medio-Adriatica di Teramo. Nel 2004 ha ideato le manifestazioni promosse dal Teatro Marrucino di Chieti per “I cento anni de La Figlia di Iorio”, nell’ambito delle quali ha organizzato il convegno omonimo, curandone gli Atti pubblicati dalla Facoltà di Lettere dell’Università di Chieti.




