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Chi ha ucciso Paolo Borsellino?

XIV edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino ieri sera al Kursaal di Giulianova

Chi ha ucciso Paolo Borsellino?

"Società Civile Onlus" di Teramo, in collaborazione con l’associazione di cultura politica "Il Cittadino Governante" di Giulianova, hanno  organizzato una serata di discussione intorno al quesito "Chi ha ucciso Paolo Borsellino".
L’evento giuliese ha concluso la serie di dibattiti e manifestazioni culturali  in programma dal 28 al 6 novembre in diverse città abruzzesi e  con al centro il tema della legalità, nel quadro dell’ormai storico appuntamento del "Premio Nazionale Paolo Borsellino", giunto alla sua  XIV edizione.

La discussione pubblica  ha avuto luogo presso la Sala Convegni del Kursaal di Giulianova a partire dalle ore 21:00 e ha visto numerosa la partecipazione della cittadinanza.
Tra gli ospiti c’erano Cesare D’Alessandro, consigliere regionale di Italia Dei Valori,   Gioacchino Genchi, ispettore della Polizia di Stato  e Sandro Ruotolo, il  noto giornalista  di Rai 2, che ha indossato  le vesti del moderatore .
Il giuliese Franco Arboretti ha introdotto  il dibattito a nome dell’associazione "Il cittadino Governante", nata nel 2008 con l’intento  di contribuire alla crescita civile, culturale e politica della città con l’auspicio  che tutti i cittadini possano diventare  potenziali governanti interessati alla partecipazione democratica della  vita politica.

Il Premio dedicato a Paolo Borsellino è stato istituito nel 1992 dall’associazione culturale-onlus "Società Civile" di Teramo in  collaborazione con il Comune di Pescara, la Provincia di Pescara e la Regione Abruzzo, allo scopo di premiare  l'impegno sociale e civile delle  personalità italiane che hanno offerto una testimonianza  significativa nella propria azione sociale e politica contro la violenza e l'ingiustizia, in difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità.
Il tema di questo anno è: "Essere contro…essere per". Infatti  è  necessario "essere contro" le illegalità e i soprusi, i corrotti, i violenti, l’omertà e l’indifferenza ma  è ancor più importante "essere per" la  libertà, la legalità, la giustizia e la  solidarietà.

Le dieci giornate di incontri, proiezioni cinematografiche, rassegne teatrali, compreso  il dibattito conclusivo, svoltosi  ieri sera nella nostra città,  sono un’importante testimonianza della tensione civile degli abruzzesi e soprattutto vogliono essere non uno dei tanti eventi isolati ma  l’inizio di un percorso che possa  svilupparsi durante tutto l’anno coinvolgendo le  scuole e le comunità della nostra regione e di tutta Italia, per offrire contenuti  alla progettualità della società civile, impegnata nella  partecipazione democratica e attiva dei cittadini.

Concordiamo con  pensiero di Paolo Borsellino che, poco prima di morire ammazzato,  nel 1992 dichiarava pubblicamente  che la lotta alla mafia non deve essere svolta con lo strumento della sola repressione ma diventare l’obiettivo di un vasto movimento culturale in azione contro  il compromesso morale, l’indifferenza e ogni forma di passiva complicità  e in nome della Libertà.
Terremo volentieri  informati i nostri lettori sulle iniziative abruzzesi tese a perseguire questa finalità.