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Bilancio chiusura "Tesori di Fattoria"
A Giulianova
Giulianova, 1/08/2005. Anche quest’anno la Cia ha centrato l’obbiettivo prefissato. Stiamo parlando della IV edizione de “Tesori di Fattoria” – mostra e degustazione dei prodotti tipici, terminata domenica scorsa, 31 luglio, dopo tre giorni dedicati alla riscoperta delle nostre tradizioni. Molte le novità introdotte quest’anno dall’impeccabile organizzazione della CIA – Confederazione Italiana Agricoltori di Teramo. La novità principale è stata la creazione in Piazza Buozzi, di un angolo dedicato solo ai vini della provincia di Teramo. Infatti, durante la manifestazione, i 18 espositori di vini: Vestini di Notaresco, Procacci di Teramo, Arte Vino di Bellante, Montori di Controguerra, Cantina Sociale di Colonnella, Faraone di Giulianova, Di Giovanpietro di Giulianova, Illuminati di Controguerra, La Quercia di Morro D’Oro, Marcocelli di Corropoli, Mazzarosa di Roseto, San Lorenzo di Castilenti, Lepore di Colonnella, Villa Cervia di Notaresco, Rasicci di Controguerra, Fattoria dell’Orso di Atri, Gioie di Fattoria di Controguerra e De Angelis Corradi Corvi di Controguerra, hanno fatto assaggiare l’ottimo Montepulciano DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita delle Colline Teramane, riconoscimento ottenuto nel febbraio del 2003. L’AIS – Associazione Italiana Sommelier, nelle persone di: Tatiana Spinelli, Flavio Pietrangeli e il Prof. Leonardo Seghetti, quest’ultimo docente della Facoltà d’Agraria di Mosciano Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Teramo, hanno tenuto dei corsi di assaggio e degustazione dei vini teramani, come il Montepulciano, il Cerasuolo e il Trebbiano. Sotto la cornice dell’antico e suggestivo Palazzo Ducale degli Acquaviva e il sontuoso Duomo di San Flaviano, le hostess della CIA di Teramo, hanno riempito i calici dei presenti, che tranquillamente sorseggiavano e degustavano sotto l’occhio attento dei membri dell’AIS Abruzzo. Da quest’anno, al prezzo simbolico di 5 Euro, si poteva ottenere il calice di vino con il marchio “Tesori di Fattoria – Cia”, il simpatico porta bicchiere di colore verde (il colore della CIA) e 10 ticket da degustazione (le prime due serate hanno registrato la vendita di oltre 600 bicchieri), oltre alla possibilità di vincere delle buone bottiglie d’annata, offerte allo scadere della mezzanotte, dove venivano estratti le matrici usate per ogni sera. Discorso diverso per Corso Garibaldi, Piazza della Libertà e il Belvedere della città alta di Giulianova, dove erano sistemati tutti gli altri 60 espositori che mettevano in mostra le i loro “Tesori di Fattoria”: dal Formaggio alle erbe officinali; dai liquori allo spumante; dal miele ai salumi; dai prodotti ortofrutticoli ai cereali, dalle conserve ai dolci; dall’olio extravergine d’oliva ai tartufi; dai latticini alla pasta. Mentre i grandi degustavano e assaggiavano i prodotti della nostra terra, i più piccoli si divertivano nel percorso guidato di “Scuola in Fattoria”, un nuovo modo di far conoscere i prodotti della nostra terra, dalla materia prima al prodotto finito che il sapiente imprenditore di oggi sa ricavare dalla propria terra. Anche in questi momenti di gioia e di festa, non poteva mancare un momento di riflessione e di solidarietà. Su Corso Garibaldi, si poteva ammirare il progetto che sta portando avanti da vari anni la CIA – Abruzzo, un progetto teso allo sviluppo delle fattorie di sostentamento in Africa, nel paese dell’Angola, attraversato da mille problemi come la guerra civile e la fame che opprime il suo popolo. I tecnici della CIA, hanno già portato e concluso diversi progetti, dall’alfabetizzazione con l’insegnamento delle tecniche principali di agricoltura, alla realizzazione e conduzione di una piccola fattoria che aiuti la gente del posto ad auto produrre il proprio fabbisogno giornaliero. Anche i tecnici dell’ARSSA, l’agenzia per lo sviluppo agricolo, hanno tenuto dei mini corsi di degustazione dell’olio e del formaggio, con una vasta rappresentanza di turisti e residenti che hanno riscoperto vecchi gusti ormai perduti. Non poteva mancare la musica folkloristica, per allietare le tre serate, tra gli stand espositivi hanno suonato e cantato il gruppi folkloristici come: “Li Tamurr” di Pretara; il Gruppo Corale “Gaetano Braga” di Giulianova e il Gruppo “Folk Bisenti” di Bisenti (TE). All’apertura ufficiale della manifestazione, venerdì 29 luglio, erano presenti tra gli altri: l’Assessore regionale all’Agricoltura, Marco Verticelli; l’Assessore al Turismo e Attività Produttive della Provincia di Teramo, Orazio Di Marcello; il Sindaco della Città di Giulianova, Claudio Ruffini; Presidente del BIM – Bacino Imbrifero Montano, Angelo Di Donatantonio; il Presidente del GAL - Gruppo Azione Locale, della Società Consortile Leader Teramana, Carlo Matone e il Sindaco di Corropoli, Paolo D’Aristotele, oltre agli assessori e consiglieri della Città di Giulianova. Poi, in collaborazione con il comune di Giulianova, sono rimasti aperti tutti i musei civici e anche la mostra “Stanze 2” di Palazzo “Re” su Corso Garibaldi. Anche la parrocchia di San Flaviano ha dato il suo contributo fattivo nella persona di Don Domenico Panetta, tenendo aperte tutte le chiese del centro storico giuliese. Naturalmente, il Presidente della CIA di Teramo Massimo Cerasi, ha inteso ringraziare gli enti che hanno dato il loro patrocinio alla manifestazione come: la Regione Abruzzo, la Provincia di Teramo e la Città di Giulianova, ed anche gli sponsor ufficiali alla manifestazione: la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Teramo; il Parco Gran Sasso Monti della Laga; la BLS – Banca Lanciano e Sulmona; il BIM – Bacino Imbrifero Montano; il CIRSU – Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani; la Sogesa e il GAL - Gruppo Azione Locale, della Società Consortile Leader Teramana. A chiusura di manifestazione, il Presidente Massimo Cerasi ha dichiarato: Certamente – dice Cerasi – abbiamo finalizzato il nostro obiettivo, che era la promozione delle nostre produzioni agricole di qualità. La nostra manifestazione – continua il Presidente della CIA - voleva far riscoprire i sapori dimenticati grazie ad agricoltori sensibili che hanno riscoperto antiche varietà di frutta ed ortaggi, valorizzato la ventricina teramana, riproposto i formaggi tradizionali, i vini doc di qualità, l’olio extravergine d’oliva, ma anche i dolci e le confetture. Non solo, con le nostre aree didattiche di Scuola in Fattoria, abbiamo fatto conoscere la vita in campagna e come di produce i nostri tesori. Inoltre – commenta Cerasi – “la mostra, vuole intavolare un nuovo patto di fiducia con i consumatori, garantendo loro trasparenza sull’origine dei prodotti e la qualità autentica che solo i prodotti tipici di fattoria possono garantire”.



