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Ariadne

In esclusiva per www.giulianova.it

Giulianova. 11/03/2004.
"Ad Arianna, che ha attraversato la mia vita in un istante ma con un tale intensità da lasciarvi un'impronta indelebile."

Annarita

ARIADNE

Taki superò il nastro che delimitava la zona di manutenzione nella zona ovest del cimitero e raggiunse la tomba di Ariadne posandovi i fiori di morfoplastica che aveva portato. In quanto capo dell'ufficio preposto al controllo trasmissioni, poteva girare liberamente per il cimitero senza che nessuno potesse dirle niente. Fissò lo schermo nero a cristalli liquidi sul quale campeggiavano la data di nascita e quella di morte, separate solo da quattordici anni e ripensò a quell'oscuro giorno di marzo in cui una malattia insidiosa e incurabile le aveva portato via la sua amica. Era successo dieci anni prima, ma il vuoto lasciato da quella perdita sembrava ancora incolmabile. Guardò la foto sorridente e il pozzo nero dei suoi occhi, una finestra sull'anima nella quale aveva guardato solo pochi giorni prima che morisse.
Lo schermo ebbe un guizzo e si spense. Dopo un attimo riapparvero le date del confortante verde smeraldo su fondo nero. Taki sbuffò. La settimana prima il sistema trasmissioni della parte ovest del cimitero aveva cominciato a dare problemi ed era quindi in corso la revisione dei tubi catodici. Dovevano sbrigarsi ad aggiustarli o la sua casella di posta sarebbe collassata sotto il peso delle lettere di protesta sul malfunzionamento delle trasmissioni.
Salutò la sua amica e si allontanò in direzione degli uffici dirigenziali costruiti su una piattaforma rialzata che dominava l'intero cimitero. Taki entrò nel suo ufficio, si sedette alla consolle ed entrò nel sistema informatico del cimitero. Esso era stato concepito affinché fosse possibile programmare gli schermi per trasmettere spezzoni di vita terrena del defunto. Lavorò per tre ore di fila, evadendo tutte le richieste per il giorno dopo e cercando di programmare al meglio le trasmissioni del settore ovest. Non poteva fare altro fino a che non fossero terminati i lavori.
Si staccò dal terminale, stropicciandosi gli occhi. Tutta la tensione accumulata durante la settimana cominciava a farsi sentire e lei era esausta. Guardò fuori dalla finestra, in giro ormai non si vedeva più un solo operaio e cominciava a farsi buio. Era ora di tornare a casa, prima però sarebbe passata a salutare di nuovo Ariadne.
Quando le avevano offerto quel posto di lavoro, ne era stata entusiasta, sia perché il cimitero non era lontano da dove abitava sia perché in questo modo poteva sentirsi vicina alla sua amica. Nessuno richiedeva mai di trasmettere dei filmati sul suo schermo, così a volte era Taki stessa ad avviarne la programmazione anche se non aveva il coraggio di guardarli.
Spense la consolle e chiuse l'ufficio, quindi si avviò verso la parte ovest del cimitero, ormai deserto, sotto gli sguardi delle foto olografiche e il guizzare degli schermi. Svoltò a sinistra e si fermò davanti alla tomba di Ariadne, quindi sfiorò con un dito la sua foto.
"Perché sei andata via?" chiese a voce bassa

Il cuore di Taki saltò un battito per poi accelerare di colpo, mentre lei fissava incredula quelle parole verde smeraldo che erano apparse sullo schermo al posto delle date. Chiuse gli occhi e li riaprì, ma loro erano ancora lì, tremolanti.
"Ma…chi è?" mormorò Taki con un filo di voce

Gocce di sudore freddo lungo la schiena.
"Ariadne? Ma come…"

"Perché sei tornata?"

"Mi hai lasciata sola, pensavi che potessi farcela senza di te?"

"Avrei voluto salutarti un'ultima volta."

"Ho vissuto nel tuo ricordo, cercando di capire."

"Non la tua morte."

Taki cadde sulle ginocchia scuotendo la testa e piangendo come non le capitava ormai da tanto.
"Dopo tutto questo tempo."

"Allora portami con te. Mostrami il tuo ovunque invisibile."
Schermo nero.
"Ti prego Ariadne, io voglio…devo rivederti."
Schermo nero.
"Ti prego…"
Lo schermo cominciò ad emettere una luce intensa, la stessa che Taki aveva già visto negli occhi di Ariadne durante il loro ultimo incontro.
Si ritrovò in un altrove inesistente, al di là del tempo e dello spazio, dove regnavano una calma ed un silenzio che non avevano nome. Guardata da lì la realtà appariva piatta, con tutto un mondo da scoprire appena sotto la superficie. Bastava solo aver il coraggio di farlo.
E poi la vide, lì davanti ai suoi occhi, Ariadne.
"Lascia che resti qui con te."
La figura davanti a lei scosse la testa.
"Ti prego. Nulla ha più senso quando perdi le persone che ami."
Ariadne parlò senza muovere le labbra:
Taki scosse la testa mentre allungava le braccia per abbracciare un'ultima volta la sua amica.

Il sole sorse illuminando un fiore nato durante la notte ai piedi della tomba di Ariadne. Quando il custode venne ad aprire i cancelli del cimitero, trovò il cadavere di una ragazza vicino a quello ovest. La poverina si era tagliata le vene e si era lasciata morire a pochi passi da quei loculi che presto avrebbero ospitato la sua anima.
Taki vide l'ambulanza allontanarsi a sirene spente mentre come ogni mattina varcava i cancelli per raggiungere il suo ufficio.
I lavori di manutenzione terminarono quel giorno stesso e tutto riprese a funzionare alla perfezione nell'area ovest, schermi compresi. La sua amica non si fece più viva.

Ad Arianna
1977 - 1992

FINE