Campli
Campli, una sagra per la porchetta italica
La porchetta è un piatto tipico della tradizione del Centro-Italia, e l’Abruzzo è una fra le regioni particolarmente attente verso questa gustosa tradizione culinaria.
A Campli, cittadina della provincia di Teramo, l’annuale Sagra della Porchetta Italica è ormai arrivata alla 45° edizione. Ma questo comune abruzzese non è famoso solo per la cucina d’eccezione, il suo territorio è ricco di attrazioni turistiche di interesse naturalistico e storico.
Uno dei luoghi da visitare è sicuramente il Museo Archeologico Nazionale di Campli, nel quale scoprire i tesori della vicina Necropoli di Campovalano, risalenti al IX-III secolo avanti Cristo.
Campli e la storia
Campli è uno spettacolo per gli occhi, sorge infatti a 373 m. d’altezza sulla valle tra i due corsi d’acqua Fiumicino e Siccagno.
Tutto il centro abitato è reso singolare dalle tracce dell’antico passato medioevale, che si possono ammirare nelle case storiche del Medico e del Farmacista e in molti altri edifici di cui rimangono tracce più esigue ma non meno valide dal punto di vista archeologico, come la Casa Tempera, di cui rimangono portico e rivestimenti in pietra originari.
La Scala Santa
Nei pressi della Chiesa di San Paolo sorge uno dei monumenti più caratteristici e suggestivi di Campli, la Scala Santa. Edificata nel 1772, è composta da 28 gradini di legno che in passato venivano percorsi dai fedeli in ginocchio: è credenza comune che la pratica, unita alle preghiere da pronunciare durante la salita, sia in grado di assicurare l’assoluzione dai peccati. La salita e la successiva discesa sono rese più significative dai dipinti che ritraggono le tappe della Passione di Cristo, e da un soffitto ornato di angeli e scene di Resurrezione.
Le origini della sagra della porchetta italica
La Sagra della porchetta italica di Campli ha origini antiche, che si fondono alla storia dei grandi maestri porchettai-macellai del passato, grazie ai quali la Sagra ha avuto origine. Erano infatti soliti arrostire la prelibata porchetta su uno spiedo in legno, nei forni che allora, negli anni Cinquanta, erano usati per la panificazione. Questa archeologia gastronomica è giunta fino ai giorni nostri intatta, nella profumata porchetta protagonista della sagra, oggi come allora.


