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Atri


Le origini di Atri

AtriFondata dagli Illiri tra il X e l’IX sec a.C., la cittadina di Atri deve il suo nome alla divinità illirico-sicula Hatranus. Alcuni studiosi sostengono che Atri abbia dato a sua volta il nome al mare Adriatico, anche se questa tesi non ha trovato al momento alcuna conferma. Atri si sviluppò notevolmente dal punto di vista commerciale sotto la dominazione etrusca; successivamente, con l’annessione alla Confederazione Picena, essa poté espandere la sua area portuale ed intrattenere scambi commerciali con la Grecia.

Atri oggi

Atri si presenta come una cittadina piuttosto antica e molto suggestiva dal punto di vista turistico, in quanto adagiata su tre colli che si affacciano proprio sul mare Adriatico e su imponenti calanchi. Nel comprensorio di Atri sono incluse le frazioni di Casoli, Fontanelle, Santa Margherita, San Giacomo e Treciminiere.

Luoghi da visitare ad Atri

Il Duomo

La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta è un’imponente chiesa in pietra costruita su tre navate. Al suo interno vale la pena di ammirare il famoso ciclo di affreschi di Andrea De Litio. Sul lato sud l’edificio presenta una Porta Santa che ogni anno in occasione della festa dell’Assunta viene aperta.

Il Museo Capitolare

Fondato nel 1912 da monsignor Raffaele Tini, è uno dei musei più antichi d’Abruzzo. Il museo si trova all’interno di un monastero del XII secolo, dove occupa dieci sale oltre che il chiostro e la cripta. Al suo interno è possibile ammirare una vasta gamma di opere d’arte appartenenti ad epoche storiche differenti: da notare le ceramiche, i manoscritti, i tessuti, ma anche opere di indole pittorica e scultorea.

La Riserva naturale guidata Calanchi di Atri

Istituita nel 1995, la Riserva naturale è un’area protetta situata nel territorio del comune di Atri. Attualmente è in gestione al WWF che si occupa del suo mantenimento. Al suo interno spiccano gli imponenti calanchi, oltre ad una vasta presenza di specie vegetali quali la liquirizia, i capperi, il gladiolo selvatico, il sambuco, la vitalba, il pioppo bianco e splendidi e coreografici salici. A livello faunistico la riserva si rivela habitat ideale per rapaci quali la poiana, lo sparviero ed il gheppio. Non mancano inoltre mammiferi quali tassi, talpe, ricci, volpi e specie di rettili ed anfibi sia comuni che rare.